Il chausson aux pommes o sfogliatina di mele

Chausson aux pommes

 

Tra il salato ed il dolce preferisco senza ombra di dubbio il salato, con due eccezioni: il “moilleau au chocolat” che vi ho descritto qualche giorno fa, dopo una pasto a base di frutti di mare e ….il “chausson aux pommes” (sfogliatina alle mele).

Chausson aux pommes, ovvero calzoncello alle mele…

CAL-ZON-CEL-LO.

Il piacere è già nella ponuncia perché chi l’ha assaggiato SA che il nome corrisponde perfettamente alla sensazione- che dico ?!-  all’esperienza gustativa di questo squisitezza che appartiene al patrimonio nazionale della  pasticceria francese

Cal-zon-cel-lo.

Dapprima c’è la vista : un involucro di pasta sfoglia, leggera, aerea, dorata e lustra.

Poi il tatto: in mano il perfetto chausson ha un peso PERFETTO. Leggero, ma di sostanza. Tenere un chausson aux pommes è come …avere la felicità in  mano.

Chiudi gli occhi e lo annusi : profumo di burro e di composta di mele….

Poi, sempre con  gli occhi chiusi, lo mordi : i denti tagliano la sottile sfoglia che si sgretola producendo un suono celestiale  « sschhhccc ….». Lo sentite… ?

La composta di mele prende possesso della lingua, del palato ed infine… dei sensi tutti.

Vi parrò sicuramente esagerata ma un chausson aux pommes fatto a regola d’arte è un’esperienza mistica.

Si, lo ammetto: anche stamani ho fatto l’amore con il sapore…

Se  capitate da queste parti, vi consiglio una pasticceria d’eccezione, Dalloyau, in cui ho mangiato uno dei migliori “chausson” della mia vita. 

3 Risposte a “Il chausson aux pommes o sfogliatina di mele”

  1. andrea Dice:

    Ma davvero esistono tutte queste cose a Parigi?

    E pensare che abbiamo mangiato cosi male l’ultima volta che siamo venutu su…

    :-(

  2. paolo Dice:

    Le foto e i testi sono molto ben fatti.
    Complimenti!
    Attendiamo il seguito…

    Le prime volte che sono stato a Parigi mi sono rimpinzato solo di baguette e quiche.
    Poi ci sono stato altre volte per lavoro e (grazie al rimborso a piè di lista) ho fatto gran consumo di ostriche e chablis.
    L’ultima volta che ci sono andato (l’anno scorso) i prezzi dei ristoranti non mi sono sembrati tanto diversi da quelli di milano.

  3. Lucia Dice:

    Grazie per l’incoraggiamento, Paolo!

    In realtà qui credo che ci sia qualche chicca culinaria da scoprire… cose che non si prendono in considerazione perché non sono inidicate nele guide e perché , d’altra parte, sono per palati di un certo tipo


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