
Photo by Sunday Driver
In questo periodo non ho molto tempo a disposizione, ma la gola è la gola… Quindi, dopo una giornata di lavoro estenuante, mi piace comunque rilassarmi anche con una buona cenetta.
Ieri proprio facendo le compere ho pensato ad una versione “personale” e particolarmante goduriosa del filetto alla Rossini che alla fine ho chiamato “MacDo Chic” per la somiglianza (solo nelle sembianze!) con la nota insegna di fast-food. Il risultato è stato soddisfacente: in dieci minuti ho preparato una cenetta sfiziosa…
Ho utilizzato dell’olio di tartufo bianco d’alba Tartuflanghe. Ho scoperto questa marca durante la preparazione del mio libro sulle tartare devo dire che lo tengo sempre in dispensa. Non si tratta infatti di un olio “aromatizzato’ al tartufo ma che contiene veri e propri pezzetti di questo gustosissimo e prezioso tubero che adoro. E la differenza, si sente!
Ah, dimenticavo: ho abbinato il tutto ad una Vosne Romanée…
Filetto alla Rossini a modo mio
Dose per 2 persone:
4 fettine di filetto (totale 700 g)
Una fetta da 150 gr di foie gras crudo
2 cucchiaini da caffé di olio al Tartufo d’Alba
Farina
Scaldate il forno a 100°C.
Passate sulla griglia bollente i quattro filetti di manzo, fino ad ottenere la cottura desiderata, poi aggiungete sale e pepe. Riponete il tutto su un piatto che terrete al caldo in forno.
Condite la scaloppa di foie gras con sale e pepe macinato di fresco, passatela sulla farina, toglietene l’eccedenza, poi cucinatela 45 secondi per parte su una padella bollente.
Togliete dal forno i filetti e per ogni porzione adagaiate un filetto, un cucchiano di olio di tartufo, 1/4 di foie gras, il secondo filetto, ancora 1/4 di foie gras. Aggiustate di sale e pepe e aggiungete l’olio restante. Portate immediatamente in tavola.













4 settembre 2009 alle 12:20
uh come mi piace il tuo filetto, ora vado a sbirciare anche l’olio al tartufo. Baci!
4 settembre 2009 alle 13:49
@Franesca: insisto. Questo piatto è alquanto godurioso.
Poi mi dirai che ne pnesi dell’olio
4 settembre 2009 alle 22:26
Goduriosissimo, non potrebbe essere altrimenti! Per quanto riguarda l’olio d’oliva al tartufo di Alba, da quando l’ho scoperto lo metterei (quasi) ovunque
5 settembre 2009 alle 07:52
@dada: è un po’ lo stesso anche per me….!
3 ottobre 2009 alle 13:12
il mio amico simone, chef , dice che l’olio al tartufo non esiste, ovvero che per far transitare il profumo del prezioso tubero sull’olio, usano un procedimento chimico che di fatto ne distrugge la vera essenza . tutte le informazioni sul sito…che ora non ricordo. ti farò sapere.
baci
9 ottobre 2009 alle 09:14
[...] quello al tartufo dell’azienda Tartuflanghe, di cui vi ho parlato in un mio precedente articolo… Il succeso dei tartufi è legato al loro odore così caratteristico, ritenuto afodisiaco [...]
9 ottobre 2009 alle 09:38
@polly, la cosa mi stupisce assai : è notorio infatti che le molecole di questo tubero si sciolgono in modo ottimale proprio… nel grasso. Non vede quindi perché sarebbe necessario un “procedimento chimico”. comunque se hai il link di questo sito, manda pure.
28 ottobre 2010 alle 06:14
[...] delle (deliziose) scaloppe, oppure per preparazioni celestiali come quella che vi ho indicato qui e qui, oppure per confezionare delle terrine. Per essere ottimo dev’esserci scritto “qualità extra [...]