Photo by Lucia Pantaleoni
Chiamato anche “gigot à la cuillière” per la consistenza burrosa dopo la lunghissima cottura cui è sottoposto, questa è una delle ricette faro della cucina d’oltralpe.
Si tratta di un cosciotto di agnello cotto per sette ore sul fuoco (ma si può fare anche in forno) che, oltre alla morbidezza finale, avrà una carne intrisa di tutti i profumi, i succhi e gli aromi di cui l’avrete cosparsa.
Certamente la ricetta va eseguita in un uggiosissimo fine settimana con la predispisizione d’animo di chi si appresta a fare qualcosa di estremamente piacevole e che richiede molto tempo.
Nessuno vi obbliga a sedervi col seggiolino accanto al fuoco, giacché il cosciotto non va guardato a vista: dopo la sua preparazione, che richiederà un’oretta, potrete darvi alle vostre attività preferite: lavorare a maglia, invitare un amico a bere un’ombra, iniziare la seconda lezione di taglio e cucito, spolverare la vostra collezione di farfalle, giocare a frececcette o a rimpiattino (non col cosciotto però). L’importante è che di tanto in tanto, andiate a controllare che lui, il cosciotto, stia bene e non manchi di nulla. E soprattutto che avverta il vostro sollecito affetto…
Questo pezzo, My Heart is Jumping dei Bibi Tanga & Selenites, glielo testimonierà.
Cosciotto d’agnello cotto per 7 ore (le gigot de 7 heures)
Dose per 6 persone:
Un cosciotto di agnello di Kg 2, 5
1 kg di ossa di vitello tagliate a pezzi
1 cotica grande come il fondo della pentola
Un fetta da 100 g di prosciutto crudo tagliata a dadini
2 cipolle medie tagliate a fettine + 1 intera
1 testa d’aglio intera + 4 spicchi
1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva + un po’ per spennellare il cosciotto
1 bicchiere di Porto o Marsala
2 bicchieri di vino bianco secco
1 bicchiere da liquori di Cognac
1/2 l. di brodo di gallina
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
5 Carote a rondelle
1 mazzetto profumato*
Sale e Pepe
Chiedete al vostro getilissimo nonché pio macellaio di disossare il cosciotto, lasciando intatto l’osso centrale.
Mettete le ossa di vitello in una casseruola di ghisa, senza aggiunta di grassi al minimo e a recipiente coperto, per 40 minuti circa.
Nel frattempo, steccate il cosciotto: fate delle piccole incisioni sulla carne e aiutandovi con la punta di un coltellino appuntito, spingete all’interno i dadini di prosciutto e quelli di aglio.
Tagliate a metà il limone e passatelo sul cosciotto (questo procedimento renderà la carne più tenera), quindi spennellate quest’ultimo con dell’olio, pepatelo e salatelo uniformemente.
Fate dorare la carne da tutte le parti in una padella capace (ci vorranno 7 minuti circa) e trasferitela in un piatto senza gettare l’olio.
Nella stessa padella soffriggete le carote a rondelle con le cipolle e unite il vino. Continuate la cottura per qualche istante.
Diluite nel brodo bollente il concentrato di pomodoro, il Porto e il Cognac.
Nella casseruola dove hanno cotto le ossa di vitello, unite il soffritto e il brodo. Grattate bene il fondo, mescolate, quindi trasferite il tutto in una capace terrina.
Foderate il fondo della casseruola di ghisa con la cotica (la parte grassa verso il basso), unite il contenuto della terrina, le cipolle intere, il mazzetto profumato, la testa d’aglio, il cosciotto, poi incoperchiate. Fate cuocere per 7 ore al minimo. **
Passato questo tempo, aiutandovi con un mestolo forato, trasferite la carne su un piatto (attenzione tenderà a staccarsi dall’osso) e tenetela in caldo.
Eliminate la testa d’aglio e la cipolla, fate ridurre la salsa fino a che non risulterà sciropposa e servitela ben calda con il cosciotto in porzioni.
Io ci ho abbinato un Chateneuf du Pape Clos St Jean 2003, quello che ha stregato il mio cuor qui.
*Il mazzetto profumato è composto dalla parte verde di una foglia di porro, un rametto di timo, una foglia di alloro e un rametto di prezzemolo, legati insieme.
**Oppure in forno a 120°C





















24 febbraio 2012 alle 21:35
Il cosciotto mi ha lasciato senza parole!!!sette ore di cottura sono la premessa di un boccone da paura!Complimenti il gambero si commuove davanti a certi piatti!!!
25 febbraio 2012 alle 09:04
@Sì, previa materia prima di qualità, questa ricetta francese E’ da paura
28 febbraio 2012 alle 22:10
Per un puro caso mi vedo a passare per di qua e dare un “volto” all’autrice di molti libri che da molti anni seguo!! Da brava veneta nel nord Europa…Belgio per l’esattezza..mi diverto, come te, a mescolare le tradizioni, ricette e diverse cotture! Brava!Complimenti! Mi piace molto il tuo blog!
A presto. Francesca
29 febbraio 2012 alle 18:52
@Francesca! Oh anche tu in belgio! ne conosco di gente espatriata laggiù. Mi sa che dovrò organizzare qualcosa in Belgio, prima o poi, per incontrarvi tutti! Grazie mille!
29 febbraio 2012 alle 18:57
Eh già!!! Perché no, sarebbe una bellissima idea organizzare qualcosa in Belgio, la cucina francese e italiana qui sono super richieste!!!
a presto
29 febbraio 2012 alle 19:01
@Francesca: mo’ ci penso e ovvimente vi comunicherò!
29 febbraio 2012 alle 19:18
Io sono qui!! Non mi muovo…e intanto rispolvero qualche idea.. Una cena a tema, un corso di cucina…non si sa mai!!!
29 febbraio 2012 alle 19:27
Certo! penso acnhe io a qualcosa e ti scrivo in pvt: ma mi occorre la tua mail!
29 febbraio 2012 alle 19:31
questa è quella del blog cucinoconvoi@gmail.com scrivimi pure qui!