Ma che bella questa foto: bellezza e anonimato sono una bella combinazione che mi ricordano il mito
della fascinosa ‘passante’ baudelairiana, la conosci?
il poeta ‘clandestino’ nella folla di una grande città, ad un certo punto resta abbagliato da una figura in ‘bianco e nero’: alta snella elastica avanzava facendo intravedere sotto il lutto maestoso, l’orlo bianco della sottoveste…
il poeta ‘crispé comme un extravagant’ naufraga nel suo occhio ‘cielo livido come un uragano’…
si guardano…
‘un eclaire…depuis la nuit’
a questo punto il poeta si chiede quando rivedrà la sua bellezza fuggitiva…
e se anche questo avvenisse nell’Eternità,
pur non sapendo: lui dove lei fugga, lei dove lui vada
il poeta sa che l’avrebbe amata e lei, pur andando via, l’ho ha capito…
Ecco la parabola dell’amore condensato in un istante.
Ogni volta che vedo un’immagine metropolitana rubata
ripenso al fascino dell’anonimato che una grande città sa
offrire allo sconosciuto che passa o che ci siede accanto.
Tu vivi nella città che è stata testimone di tutto questo
A presto Laura
La rue assourdissante autour de moi hurlait.
Longue, mince, en grand deuil, douleur majestueuse,
Une femme passa, d’une main fastueuse
Soulevant, balançant le feston et l’ourlet ;
Agile et noble, avec sa jambe de statue.
Moi, je buvais, crispé comme un extravagant,
Dans son oeil, ciel livide où germe l’ouragan,
La douceur qui fascine et le plaisir qui tue.
Un éclair… puis la nuit ! – Fugitive beauté
Dont le regard m’a fait soudainement renaître,
Ne te verrai-je plus que dans l’éternité ?
Ailleurs, bien loin d’ici ! trop tard ! jamais peut-être !
Car j’ignore où tu fuis, tu ne sais où je vais,
Ô toi que j’eusse aimée, ô toi qui le savais !
C Baudelaire
“Dans son oeil, ciel livide où germe l’ouragan,
La douceur qui fascine et le plaisir qui tue.”
Grande baudelaire e grandi Gamberi che mi hanno fatto scoprire una poesia di lui che non conoscevo.
Complimenti per la foto e per la scelta dei soggetti. Riesci a scattare delle foto agli sconosciuti senza provare imbarazzo? A me piacerebbe ma non ci riesco proprio…
@Kurtz: ti ringrazio. Per rispondere alla tua domanda: sì, un po`sì. Ma, in alcuni casi, tra il desiderio di fissare nell’obiettivo una bella espressione e l’imbarazzo, vince la prima
Un poliziotto all' aeroporto: "Radicchio, da questa parte prego. Lei è stata scelta random per un controllo" Ettepareva! #facciadaterrorista11 hours ago
21 aprile 2012 alle 22:27
Ma che bella questa foto: bellezza e anonimato sono una bella combinazione che mi ricordano il mito
della fascinosa ‘passante’ baudelairiana, la conosci?
22 aprile 2012 alle 10:26
@gambero: no, non lo conosco: raccontate
ps Grazie cari: il volto umano è di una ricchezza infinita, a prescindere dall’età e dalla “bellezza”
22 aprile 2012 alle 14:42
il poeta ‘clandestino’ nella folla di una grande città, ad un certo punto resta abbagliato da una figura in ‘bianco e nero’: alta snella elastica avanzava facendo intravedere sotto il lutto maestoso, l’orlo bianco della sottoveste…
il poeta ‘crispé comme un extravagant’ naufraga nel suo occhio ‘cielo livido come un uragano’…
si guardano…
‘un eclaire…depuis la nuit’
a questo punto il poeta si chiede quando rivedrà la sua bellezza fuggitiva…
e se anche questo avvenisse nell’Eternità,
pur non sapendo: lui dove lei fugga, lei dove lui vada
il poeta sa che l’avrebbe amata e lei, pur andando via, l’ho ha capito…
Ecco la parabola dell’amore condensato in un istante.
Ogni volta che vedo un’immagine metropolitana rubata
ripenso al fascino dell’anonimato che una grande città sa
offrire allo sconosciuto che passa o che ci siede accanto.
Tu vivi nella città che è stata testimone di tutto questo
A presto Laura
22 aprile 2012 alle 15:13
A une passante
La rue assourdissante autour de moi hurlait.
Longue, mince, en grand deuil, douleur majestueuse,
Une femme passa, d’une main fastueuse
Soulevant, balançant le feston et l’ourlet ;
Agile et noble, avec sa jambe de statue.
Moi, je buvais, crispé comme un extravagant,
Dans son oeil, ciel livide où germe l’ouragan,
La douceur qui fascine et le plaisir qui tue.
Un éclair… puis la nuit ! – Fugitive beauté
Dont le regard m’a fait soudainement renaître,
Ne te verrai-je plus que dans l’éternité ?
Ailleurs, bien loin d’ici ! trop tard ! jamais peut-être !
Car j’ignore où tu fuis, tu ne sais où je vais,
Ô toi que j’eusse aimée, ô toi qui le savais !
C Baudelaire
“Dans son oeil, ciel livide où germe l’ouragan,
La douceur qui fascine et le plaisir qui tue.”
Grande baudelaire e grandi Gamberi che mi hanno fatto scoprire una poesia di lui che non conoscevo.
22 aprile 2012 alle 15:40
….le donne sono belle…
22 aprile 2012 alle 18:08
Felicissimi che ti sia piaciuta
22 aprile 2012 alle 21:58
@laura: che bello leggerti!
@ilgambero: decisamente una bella scoperta
23 aprile 2012 alle 19:00
Complimenti per la foto e per la scelta dei soggetti. Riesci a scattare delle foto agli sconosciuti senza provare imbarazzo? A me piacerebbe ma non ci riesco proprio…
24 aprile 2012 alle 07:57
@Kurtz: ti ringrazio. Per rispondere alla tua domanda: sì, un po`sì. Ma, in alcuni casi, tra il desiderio di fissare nell’obiettivo una bella espressione e l’imbarazzo, vince la prima