Photo by Valery Guedes
Questi ravioli hanno solo la forma perché il modo di cottura è al forno e la pasta senza uova! Inoltre, sono molto più grandi di quelli classici.
Sono una specialità tipica gastronomica di tutta la fascia montana compresa tra Toscana e Romagna. E’ un piatto povero, fatto con ingredienti storicamente disponibili in zona: lardo e patate opure zucca.
Io ho deciso di farli con le erbette e la pancetta e darci un pizzico di piccantezza. Sono uno snack goloso, magari da accompagnare con un buon rosso leggero, ascoltandovi i Buena Vista e la loro affascinante Candela
Ravioli alla lastra… a modo mio
Per 4 persone
100 g di salsiccia
2 spicchi d’aglio pelati e schiacciati
60 gi di pancetta tagliata a dadini
700 g d erbette
60 g d parmigiano grattugiato
300 g di farina
3 cucchiai di olio di oliva extravergine
peperoncino
una cipolla tritata
Sale
Preparate la farcia: lessate le erbette in acqua bollente, scolatele, strizzatele e tritatele.
Fate soffriggere in una padella in 2 cucchiaiate di olio di oliva, la pancetta, un peperoncino sbriciolato, la cipolla e l’aglio intero. Unite le erbette, salate elasciate cuocere un quarto d’ora circa, quindi spegnete, eliminate l’aglio, salate e fate raffreddare.
Preparate i “tortelli” mescolando la farina con 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e tanta acqua quanto è necessario per ottenere una pasta elastica ma non umida.
Scaldate il forno a 200°C.
Con la macchinetta tirate la pasta in striscie piuttosto alte, avendo cura di cospargela di farina ad ogni passaggio.
Distribuite la farcia sulla metà inferiore della striscia di pasta, restando 1/2 centimetro lontani dal bordo, poi ripiegate l’altra metà e schicciate con le dita i bordi affinché la farcia non fuoresca durante la cottura.
Aiutandovi con la rotellina tagliate dei rettangoli di 12*15 cm.
Posate i “ravioli” su una leccarda coperta di carta da forno e infornate per 20 minuti circa o fino a che i “tortelli” non risulteranno leggermente dorati.
Servite i “tortelli” ancora caldi.















24 aprile 2012 alle 14:22
Divino questo Raviolone, da sperimentare al più presto, per cosa intendi erbette???
24 aprile 2012 alle 15:20
@sonora: sono le bietole. Anche gli spinaci, comunque possono andar bene
24 aprile 2012 alle 15:24
Cmq sono la Pasticciona sono in missione copertura alternativa…
24 aprile 2012 alle 15:26
ahahahahahahah!!!! mi piace l’espressione “copertura alternativa”!!!
25 aprile 2012 alle 14:37
Ma la pasta e’ leggerissima!!molto interessante!e chissa’ ortica e borragine come stanno al posto della bietola?sono assolutamente da provare!
. Il tutto con contorno di rituali e usi verbali molto divertenti… Secondo me radicchio riderebbe di gusto;-) a presto!
Fuori menù : dopo la tua indicazione su “la ragazza con la pistola” che l’altro gambero ha tempestivamente provveduto a regalarmi dopo il tuo consiglio, l’altro giorno il mio pensiero si e’ spostato su un’altro film e mi son chiesta :” chissà se radicchio lo conosce?e se non lo conosce allora sicuramente si dovrà segnalarglielo perché potrebbe piacerle”
Si tratta di un film con la Loren di Lina Wertmuller “sabato domenica e lunedì” : sono i giorni che si impiegano a fare un ragù in una casa napoletana degli anni trenta… Sono i giorni che due coniugi impiegano a far pace perché lui aveva osato apprezzare il ragù di un’altra donna
26 aprile 2012 alle 10:55
@Gamberi! Non conosco il film con la Loren, ma il nostro scambio mi ha ancora dato l’occasione di fare una splendida scoperta: cercando in rete il film che mi avete segnalato, mi sono imbattuta in questa versione di Servillo (grandissimo, come sempre) http://www.youtube.com/watch?v=3rS_okO3mUw
Da non perdere per nessun motivo!
26 aprile 2012 alle 17:40
Ciao cara,
adesso scappiamo abbiamo il tuo prox articolo, pieno di verde, da leggere!
e si anche noi l’avevamo notata: amiamo tutto ciò in cui compare Servillo!
Che bello questo genere di corrispondenza
26 aprile 2012 alle 18:07
Servillo è un dio anche ne “Il divo”! Sì che bella