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Photo by Lucia PantaleoniDomenica scorsa, il cavaliere, avvertendo un inquietante quanto insolito silenzio in casa e non vedendo Radicchio nei paraggi, ha chiesto dal soggiorno:
“Tutto bene?”
“Sto preparando il menù per lunedì.”
Radicchio aveva invitato per la settimana successiva due clienti importanti. Due clienti francesi che una volta l’anno deve sedurre, nel senso etimologico del temine, ovvero “condurre a sé”. Anche stavolta doveva trasmettere una serie di messaggi subliminali tra cui:
Photo by Lucia PantaleoniChiamato anche “gigot à la cuillière” per la consistenza burrosa dopo la lunghissima cottura cui è sottoposto, questa è una delle ricette faro della cucina d’oltralpe.
Si tratta di un cosciotto di agnello cotto per sette ore sul fuoco (ma si può fare anche in forno) che, oltre alla morbidezza finale, avrà una carne intrisa di tutti i profumi, i succhi e gli aromi di cui l’avrete cosparsa.
Certamente la ricetta va eseguita in un uggiosissimo fine settimana con la predispisizione d’animo di chi si appresta a fare qualcosa di estremamente piacevole e che richiede molto tempo.
Nessuno vi obbliga a sedervi col seggiolino accanto al fuoco, giacché il cosciotto non va guardato a vista: dopo la sua preparazione, che richiederà un’oretta, potrete darvi alle vostre attività preferite: lavorare a maglia, invitare un amico a bere un’ombra, iniziare la seconda lezione di taglio e cucito, spolverare la vostra collezione di farfalle, giocare a frececcette o a rimpiattino (non col cosciotto però). L’importante è che di tanto in tanto, andiate a controllare che lui, il cosciotto, stia bene e non manchi di nulla. E soprattutto che avverta il vostro sollecito affetto…
Questo pezzo, My Heart is Jumping dei Bibi Tanga & Selenites, glielo testimonierà.
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Photo by Lucia PantaleoniOggi ce la giochiamo vintage. Ho trovato tra le mie scartoffie questa antichissima ricetta della Cucina Italiana (anni ’50?) veramente ottima e che ero solita mangiare quando ero bambina, a Carnevale.
Assalita da un delirio creativo (anzi, un delirio tout court), mi era venuto in mente di farcirli con una crema alla zabaione che ho confezionato (ascoltando Yesterdays eseguita in trio da Enrico Pierannunzi…) Leggi il seguito di questo post »
Photo by Lucia PantaleoniRadicchio insegue spesso mille pensieri (alcuni dei quali inutili E nocivi ad un tempo). Le capita perciò di essere un po’ distratta.
A periodi però, è una vera mina vagante, capace di compiere qualunque tipo di disastro.
C’è chi potrebbe raccontarvi di quando alle due di mattino o alle tre di pomeriggio, in pieno ferragosto, è venuto alla sua riscossa per aprire la porta di casa in cui lei aveva furbescamente lasciato su le chiavi. Oppure di quando, non ricordando più a mezzanotte dove aveva parcheggiato l’auto alle nove, ha percorso in lungo e in largo la città alla ricerca dell’auto perduta. O di quella volta che… la lista è lunga.
Qualche giorno fa, ad esempio, è riuscita in un solo giorno a:
1 Uscire di casa con -15 gradi e perdere le chiavi per strada.
Radicchio ha rovistato affannosamente nella borsa più volte senza trovarle, avvertendo una rigidità crescente a livello della caviglia infortunata e sentendosi a poco a poco trasformare in gambadilegno.
Ha allora deciso di attendere l’arrivo del cavaliere (che non lavora proprio dietro l’angolo!) in un caffé, e le è venuto in mente (forse perché non riusciva a scaldarsi gli arti inferiori malgrado le due cioccolate bollenti che aveva trangugiato) che da tempo non vedeva nel portafoglio la sua carta di identità. Non ha creduto ai suoi occhi quando ha constatato che sì, era proprio riuscita a: Leggi il seguito di questo post »
Photo by Valery Guedes
Questa è una di quelle ricette dal sapore preciso, franco e senza fronzoli: salsiccia, porri e porcini ed è tratta da una delle mie prime pubblicazioni dedicate all’argomento.
Ho scoperto la versatilità dei porri vivendo qui: si associano molto bene con i sapori delicati e attenuano gradevolmente quelli decisi, come in questo caso la salsiccia.
Quanto ai funghi so che non sono di stagione e ho quindi sostituito i freschi con i secchi.
Gustatevi questo leccornioso piatto in santa pace, con un rosso leggero dal profumo vinoso, mentre ascoltate Jimmy Vaughan in Dengue Woman Blues Leggi il seguito di questo post »