Una costata più che epocale

Photo by Lucia Pantaleoni

 

Capita che Radicchio stanca ed eccitata ad un tempo dall’effervescenza del Sial (il salone internazionale dell’alimentazione) che parla mille lingue diverse, stia ciondolando tra un appuntamento e l’altro e annusi come un cane da tartufo gli effluvi che provengono dai diversi stand. L’occhio iniettato di sangue come un lupo mannaro prima di sferrare l’attacco, osserva le prelibatezze esposte.
Capita poi che sia fulminata sulla via di Damasco da una vetrina di carne che non aveva visto nemmeno nei suoi sogni più arditi: rosso carminio  con un strato di grasso da far impallidire anche il gourmet più spregiudicato. Alla mente di Radicchio si affaccia questo pezzo di Lee Hooker

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Venissa, la suggestiva tenuta della famiglia Bisol a Mazzorbo Burano

E’ un’atmosfera particolare da descrivere quella che si respira in Venissa, la Tenuta a Mazzorbo Burano della famiglia Bisol, nella Laguna di Venezia. Fatta di silenzio, di tempo sospeso, di pace. Forse anche questo è un meta-luogo, uno spazio dove lo spirito rimane sospeso e pare espandersi…
E non sono solo i vigneti di Dorona, l’uva amata dai Dogi veneziani e tornata in auge grazie alla famiglia Bisol, o gli orti, i frutteti, o il campanile trecentesco di una chiesa che non esiste più a dare questa dimensione, è un “qualcosa” che qui incombe magicamente: il ristorante con splendida vista, le tavole apparecchiate per un buffet, sembrano spettatori di un prossimo, misterioso accadimento. Leggi il seguito di questo post »

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Un ristorante da non mancare: La Fenice a Ragusa

Foto by Lucia Pantaleoni

Ci sono luoghi per cui sei disposto a perderti parecchio prima di trovarli, e poco importa se poi scopri che sono nel bel mezzo di nulla perché sai che quel che c’è vale, e vale tanto: uno di questi è la Fenice, condotta dal suo chef, Claudio Ruta, una stella Michelin. Noi qui ci siamo proprio divertiti… Leggi il seguito di questo post »

Due o tre cose sulle Langhe viste a Tulangheroero 2012 (prima parte)

Monastero di Cherasco

Alba, 30 aprile.
“Cavaliere ma secondo te come fanno quelli delle guide..?”
“In che senso Radicchio?”
“Quelli delle guida Michelin, per esempio. I critici gastronomici. Come fanno a non diventare cubici? No, perché io in questi giorni con tutto il ben di dio che ho scoperto nelle Langhe, se Michelin mi affidasse il Piemonte, giro un paio di mesi, dovresti allargare le porte”
“Ma si limitano ad assaggiare, loro…”
Come anticipato qui, Radicchio ha trascorso qualche giorno nelle Langhe a scoprire non solo paesaggi molto suggestivi (malgrado un tempo decisamente autunnale) ma anche ad assaggiare una gastronomia davvero, davvero degna di nota…
Prendete la salsiccia di Bra, per esempio. Salsiccia fresca di vitello che ogni macellaio elabora secondo la propria ricetta mettendo le spezie che più gli aggradano. E si mangia cruda, su crostini di pane.
Radicchio le veniva da cantare, parafrasandola, la canzone di Cappuccetto Rosso “Le salsiccine sono come le ciliegie una tira l’altra e lo sai perché..”Certo, l’ha mangiata anche cotta, nel Mac d’ Bra, che le ha fatto scoprire Elena, la guida che ha portato la piccola comitiva a visitare Pollenzo e Bra. Il Mac d’ Bra (mac significa lento in dialetto) è un panino a base di salsiccia (il pane è speciale, morbidissimo e leggero, a lunga lievitazione),  formaggio dop e foglie di insalata,  nasce in contrapposizione al famoso hamburger americano.
Poi c’è la fassona battuta a coltello: dal sapore sottile, una punta dolce. Una carne cruda così buona, cruda, Radicchio non l’aveva mai mangiata…Alla Trattoria del Campo dove è stata con Mariachiara, Fabrizio e altre persone, ne avrebbe ordinata diversi vassoi (per non parlare della lingua…) Leggi il seguito di questo post »

Ristoranti a Parigi: Le Coq Rico

Ottima idea quella di Antoine Westermann di aprire un ristorante di livello dedicato tutta al pollo e affini in rue Lepic, in piena Montmartre: Pollo di Challence, di Bresse e anche di Touraine, rigaglie a profusione, piccioni, pollastre e faraone. Il tutto proposto in varie fogge tra cui allo spiedo. Sarà che oggigiorno è diventato difficile mangiare (ma anche comperare!) un pollo come si deve, ma non appena mi hanno parlato di questo posto sono subito accorsa per vedere se non si trattase di uno dei tanti ristoranti alla moda. Prenotare è stata è impresa ardua, ma alla fine sono riuscita ad andarci una sera alle  22.00! Leggi il seguito di questo post »

Valdobbiadene, La Terrazza e un paio di cose sulle osterie

Un amico, una volta, mi raccontò uno dei test che gli fanno capire se una donna è veramente quella per lui: la porta in  osteria. Se la fanciulla in questione storce il naso, le chances di restare con lui diminuiscono in modo preoccupante.
Flavio infatti, ritiene che chi sa apprezzare questo genere di luoghi, è un godereccio a tutto tondo. E gli piace che la sua donna ami i ristoranti eleganti, ma sia a suo agio ed apprezzi anche quelli rustici e “veraci” (purché di qualità, ovviamente)… Leggi il seguito di questo post »

Cristina Colle: “Entusiasta all’idea di preparare qualcosa che dia piacere o felicità agli altri”

Caravaggio: Bacchus

Così dice Cristina Colle, chef dell’Antico Liberal, parlando di quando, a 14 anni, decise che avrebbe voluto diventare chef di brigata.
Ci sono persone che con una frase ti danno la curiosità di conoscere il loro mondo, il loro mestiere, qualunque esso sia. Perché riescono a trasmetterti la passione.
Un pranzo qualche tempo fa nel suo ristorante, un breve telefonata qualche giorno dopo per fissare da Parigi l’appuntamento, ed eccomi qui a “rubare” un po’ del tempo a questa chef… Leggi il seguito di questo post »

Ristoranti a Parigi: da Severo ( e la Cavalcata delle Valchirie…)

Photo by Lucia Pantaleoni

Ci voleva proprio che ritrovassi Viviana. Anzi, che lei mi ritrovasse, grazie a questo blog, dopo dieci anni.
Viviana è una ex collega, una persona che ha segnato i miei primi passi nel mondo del web. Con lei ci siamo fatte risate fino alle lacrime, anche mentre cercava di spiegare alla sottoscritta cosa fosse un jpeg o come si trasforma una foto utilizzando Fireworks, il cugino sfortunato di Photoshop. L’ufficio in Avenue de Iena deve ancora risuonare delle nostre risate, ora fragorose ora appena soffocate, davanti a qualche collega francese tra il divertito e l’attònito per tanta esuberanza tutta italiana..
L’occasione era speciale e dopo una breve riflessione le ho detto: “Ti porto da Severo”… Leggi il seguito di questo post »

Ristoranti a Parigi: L’Evasion

Photo courtesy of L’Evasion

Gnam!
E’ così  che mi viene voglia di sintetizzare la mia seconda esperienza in questo ristorante ad alto tasso di inquinamento godereccio, per parafrasare Camporesi*.
Ma andiamo con ordine: situato nel’ottavo arrondissement di Parigi, l’Evasion è un “bistrot chic”, come viene definito, da  grandi occasioni.
Uomo avvisato mezzo salvato. Ma… ne vale la pena. In ogni caso, se considerate che per cenare decentemente nella capitale non ve la cavate con meno di 50 euro a testa (e molto spesso il vino, pur caro, lascia alquanto a desiderare), spendere più o meno il doppio per un momento di pur bonheur, gioia pura, non è inaccettabile.
L’arredo dell’Evasion è carino ma essenziale, per una cucina che va subito al dunque: Leggi il seguito di questo post »

Ristoranti: Antico Liberal a Selva del Montello

Il lavoro e una tiepida giornata di primavera, mi hanno portata, qualche settimana fa, a testare il ristorante l’Antico Liberal, nei pressi del Montello (Treviso).
Il luogo,  conosciuto per offrire una cucina dove nord e sud si incrociano con risultati veramente felici, rispecchia l’unione di Mauro, siciliano, e la chef Cristina, veneta.
A mezzogiorno la maison offre un menù più semplice (ma in cui c’è comunque sempre molta cura per la materia prima), anche adatto a colazioni di lavoro, mentre di sera è decisamente più sofisticato… Leggi il seguito di questo post »

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