La tartare per le dame di Gualtiero Marchesi

Photo by Lucia Pantaleoni

Ebbene sì, lo ammetto: sono una carnivora impenitente e recidivante. E mi piace la carne di manzo rigorosamente cruda (se è una costata, appena scottata, che il grassetto sia ben sciolto, però).  Diversamente non avrei scritto un libro sulle tartares tradotto anche in italianoLeggi il seguito di questo post »

Bocconcini di faraona alla curcuma, cumino, uvetta e olive taggiasche

Photo by Lucia Pantaleoni

Dopo una lunga assenza da questa schermi, ma anche dalla mia cucina in cui non ho più osato metter piede dopo essere stata fulminata sulla via di Ragusa, da questoquesto (in cui mi sono sentita piccina piccina, ma ho imparato tanto) e da molto altro, mi sono rimessa ai fornelli anche per riprendere i miei test per futuri progetti ;-)
Ho voluto comunque preparare un piatto che in qualche modo mi ricordasse la Sicilia ed i suoi profumi inebrianti… Leggi il seguito di questo post »

Un menù per il fine settimana

Dopo settimane in cui Radicchio ha dormito come un ghiro, stamani ore 4, era sveglia e si rigirava nel letto.
Ieri sera è stata invitata dal suo editore all’inaugurazione dell’annuale fiera del libro in cui si è rilassata e  ha conosciuto tante persone nuove. Un signore  le ha detto:
“Lei ha come come un accento esotico…”
“Beh, che esotico e esotico, sono italiana!” ha risposto suo malgrado con una malcelata vena polemica e un piglio da personaggio goldoniano, che ne avrebbe scoraggiato più d’uno.
“Ecco, appunto, italiana… ” ha proseguito invece il nostro imperterrito. “Gradisce un calice di champagne?” Leggi il seguito di questo post »

Cosciotto d’agnello cotto per 7 ore (le gigot de 7 heures)

Photo by Lucia Pantaleoni

Chiamato anche “gigot à la cuillière” per la consistenza burrosa dopo la lunghissima cottura cui è sottoposto, questa è una delle ricette faro della cucina d’oltralpe.
Si tratta di un cosciotto di agnello cotto per sette ore  sul fuoco (ma si può fare anche in forno) che, oltre alla morbidezza finale, avrà una carne  intrisa di tutti i profumi, i succhi e gli aromi di cui l’avrete cosparsa.
Certamente la ricetta va eseguita  in un uggiosissimo fine settimana con la predispisizione d’animo di chi si appresta a fare qualcosa di estremamente piacevole e  che richiede molto tempo.
Nessuno vi obbliga a sedervi col seggiolino accanto al fuoco, giacché il cosciotto non va guardato a vista: dopo la sua preparazione, che richiederà un’oretta, potrete darvi alle vostre attività preferite: lavorare a maglia, invitare un amico a bere un’ombra, iniziare la seconda lezione di taglio e cucito, spolverare la vostra collezione di farfalle, giocare a frececcette o a rimpiattino (non col cosciotto però). L’importante è che di tanto in tanto, andiate a controllare che lui, il cosciotto, stia bene e non manchi di nulla. E soprattutto che avverta il vostro sollecito affetto…
Questo pezzo, My Heart is Jumping dei Bibi Tanga & Selenites, glielo testimonierà.
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Piatti tipici francesi: il Cassoulet

Photo by Lucia Pantaleoni

In questi giorni in cui Radicchio è su una cianca sola, come direbbe qualcuno, il cavaliere si occupa dei pasti in modo davvero pregevole. Non che lei ignorasse i suoi talenti: solo aveva scordato questo.
E qui è necessario aprire una parentesi.
La prima volta che costui invitò a cena Radicchio le disse: “Ti porto a mangiare il Cassoulet” (specialità della regione Languedoca-Roussillon a base di salsiccia, fagioli, maiale e confit di anatra).
Radicchio aveva risposto all’invito con entusiasmo e aveva spazzolato in un batter d’occhio la pur non esigua porzione di questa prelibatezza che richiede un robusto appetito.
In seguito, i loro incontri erano avvenuti intorno al salmone affumicato e lo champagne che piacevano (e piacciono!) molto ad entrambi. Radicchio, si recava a casa del cavaliere con una congrua dose di salmone affumicato e lì trovava il cavaliere,  lo champagne ed il pane in cassetta che la aspettavano… Leggi il seguito di questo post »

Petto d’anatra con prugne farcite al foie gras

Photo by Morning

Questo post dovrebbe intitolarsi “La caduta”. Non degli dei, né di stile ma di Radicchio.
Un passo forse troppo affrettato, ha fatto mettere il piede della sottoscritta in fallo: o meglio, non ha visto la fine di un marciapiede bello alto e italiano. La caviglia ha fatto “scrack- scrack” (sì due volte, a sinistra e poi a destra) provocando alla proprietaria un dolore bestiale che le ha tolto per qualche lungo istante la parola e quindi la capacità di spiegare a chi la soccorreva cosa fosse accaduto.
Il seguito potete immaginarlo: pronto soccorso, tutore, immobilizzazione. Poi, con fatica e dopo qualche giorno, ha preso l’aereo per rientrare (ottimi i servizi di assistenza aeroportuali).
L’ortopedico francese, che chiameremo il dottor Burberon, appena la vede, sentenzia: “Se continua così ne avrà per sei mesi”. Leggi il seguito di questo post »

Li avete amati con me (i top 10 del 2011)

Li avete amati, cliccati e ricliccati ed io ve li servo su un piatto d’argento virtuale: sono le ricette che avete più cercato e letto qui dentro quest’anno. In questo spazio, avete cercato in egual misura le ricette italiane e quelle francesi. All’immagine di Radicchio di Parigi che così sa di aver raggiunto il suo scopo (in totale accordo con le sue preferenze). Ma voi non avete solo cliccato le ricette, furbacchioni! Ma anche la pub di Eau Sauvage di Christian Dior..!

  1. Senza tema di smentita al primissimo posto avete cercato il Cosciotto di capriolo al forno.
    Decisamente lo adorate. Vedrò di farne un allevamento sotto casa, a Montmartre per proporvi anche altre ricette.
    Ex equo col cosciotto di capriolo, avete cliccato la pubblicità di Eau Seauvage, nelle due versioni: questa e questache è l’ultima apparsa sugli schermi francesi. Discolacci…(Purtroppo, per il caro Alain non posso fare come per i caprioli…)
  2. Vi siete interessati molto a come si sceglie un foie gras.  Ma anche alla
  3.  terrina di foie gras e la Tartare di manzo al tartufo e foie gras
  4. Il risotto con la zucca e salsiccia vi ha catturato. E avete ragione: è un piatto goloso, specie con la salsiccia giusta (per me la trevigiana :-)
  5. Il tortino morbido al cioccolato vi ha intrigato alla follia: quello proposto da me e quello di Hermé. Come darvi torto?
  6. Il midollo   (os à la moëlle) vi ispira e vi capisco. Servito su pane grigliato con pepe macinato di fresco e fior di sale di Guérande  al tartufo (ma anche fior di sale e basta)  vi piace, oh quanto vi piace!
  7. Il petto d’anatra farcito al foie gras vi interpella: QUESTA è la ricetta che adorate
  8. Il manzo alla bourguignonne secondo Loiseau lo avete gradito assai
  9. Vi hanno assai sconfifferato anche questi dolcetti alla farina di mandorle (Financiers)
  10. Il patè di faraona e porcini vi strega.

Lupacchiotti cari, siete i miei preferiti :-)

Quando i compagni di merende di Radicchio vengono a Parigi (idee-menù per il fine settimana)

Quando due compagni  di merende (coi fiocchi!) finalmente salgono in Lutezia, Radicchio entra in fibrillazione, perché idealmente vorrebbe fare un concentrato della gastronomia francese preparando loro una cena composta da 86 portate… Leggi il seguito di questo post »

Patè di faraona e porcini

Photo by Lucia Pantaleoni

Christine Ferber è una signora alsaziana che, come vi ho già detto, crea patè e splendide marmellatine per accompagnarli.So che ormai non è più periodo di porcini. Ma se avete avuto la fortuna di raccoglierli nei boschi e poi congelarli (io anche volendo non avrei potuto: a Montmartre i porcini NON crescono, al massimo trovate agevolmente chi vi procura funghi allucinogeni ), ecco l’occasione per deliziare i vostri ospiti con questo patè di faraona e porcini…

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Un menù per un fine settimana franco-italiano

Photo by Cozinha Criativa

Eh sì, la settimana volge (già!) al termine ed il clima italiano, mi dicono, si presta ad un pasto che fornisca sufficienti calorie per sopravvivere.
Mi è venuto in mente di proporvi un menù in cui Francia e Italia si incontrano per dare il meglio di sé.
In programma dei biscottini salati , tagliolini campofilone al ragà ragù di anatra e la rietta di una bourguignonne favolosa di Loiseau, chef  ahimé scomparso ma da cui ho avuto il privilegio di assaggiare  dei piatti ( e dei vini!  oh i vini…) fa-vo-lo-si…

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