Cosciotto d’agnello cotto per 7 ore (le gigot de 7 heures)

Photo by Lucia Pantaleoni

Chiamato anche “gigot à la cuillière” per la consistenza burrosa dopo la lunghissima cottura cui è sottoposto, questa è una delle ricette faro della cucina d’oltralpe.
Si tratta di un cosciotto di agnello cotto per sette ore  sul fuoco (ma si può fare anche in forno) che, oltre alla morbidezza finale, avrà una carne  intrisa di tutti i profumi, i succhi e gli aromi di cui l’avrete cosparsa.
Certamente la ricetta va eseguita  in un uggiosissimo fine settimana con la predispisizione d’animo di chi si appresta a fare qualcosa di estremamente piacevole e  che richiede molto tempo.
Nessuno vi obbliga a sedervi col seggiolino accanto al fuoco, giacché il cosciotto non va guardato a vista: dopo la sua preparazione, che richiederà un’oretta, potrete darvi alle vostre attività preferite: lavorare a maglia, invitare un amico a bere un’ombra, iniziare la seconda lezione di taglio e cucito, spolverare la vostra collezione di farfalle, giocare a frececcette o a rimpiattino (non col cosciotto però). L’importante è che di tanto in tanto, andiate a controllare che lui, il cosciotto, stia bene e non manchi di nulla. E soprattutto che avverta il vostro sollecito affetto…
Questo pezzo, My Heart is Jumping dei Bibi Tanga & Selenites, glielo testimonierà.
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La lepre del nonno (mio)

Photo by Lucia Pantaleoni

Galeotto fu il macellaio di fiducia.
Un giorno, lo sventurato, disse con un largo sorriso ad un signore barbuto mentre Radicchio era incerta tra braciole di maiale e costate:
“Sa che la Signora è autrice di libri di cucina?”
“Davvero?! -rispose costui – Adoro i pasticci … Io sono cacciatore”
Cacciatore. Il suono di questa parola risvegliò Radicchio da elucubrazioni tanto pesanti quanto inutili in cui era sprofondata aspettando il suo turno.
Ebbe un sussulato interiore. Cacciatore…
In un nanosecondo la sua mente passò in rassegna tutta la serie di piatti succulenti che avrebbe potuto preparare con il bottino potenziale di quel brav’uomo: pappardelle al sugo di lepre, cinghiale brasato con polenta, fagiano con la pevarasa…-
In men che non si dica e per un riflesso completamente indipendente dalla sua volontà, i suoi occhi si illuminarono di una luce cherubin-luciferina e le pupille si dilatarono. Sentì la sua stessa voce trasformarsi in musica suadente, mentre diceva:
“Sarei lieta allora di regalarle una mia pubblicazione. Ne ho una che fa proprio per lei.Tutta sulle lasagne!”
“…E ho una lepre in serbo per lei” -  rispose prontamente il cacciatore.
Radicchio poco tempo dopo, ebbe la lepre, consegnata dal prode cacciatore in un bar della capitale, dove ella gli aveva dato appuntamento.
Da quel momento decise che avrebbe intrecciato un sodalizio culinario e imperituro con costui.
E così fu. Leggi il seguito di questo post »

Ristoranti a Parigi: da Severo ( e la Cavalcata delle Valchirie…)

Photo by Lucia Pantaleoni

Ci voleva proprio che ritrovassi Viviana. Anzi, che lei mi ritrovasse, grazie a questo blog, dopo dieci anni.
Viviana è una ex collega, una persona che ha segnato i miei primi passi nel mondo del web. Con lei ci siamo fatte risate fino alle lacrime, anche mentre cercava di spiegare alla sottoscritta cosa fosse un jpeg o come si trasforma una foto utilizzando Fireworks, il cugino sfortunato di Photoshop. L’ufficio in Avenue de Iena deve ancora risuonare delle nostre risate, ora fragorose ora appena soffocate, davanti a qualche collega francese tra il divertito e l’attònito per tanta esuberanza tutta italiana..
L’occasione era speciale e dopo una breve riflessione le ho detto: “Ti porto da Severo”… Leggi il seguito di questo post »

Borgogna: manzo alla bourguignonne

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Photo by Crestazzo

 

 

Meursault…Meursault… Solo il nome evoca il colore giallo paglierino di questo vino, la sua rotondità, il suo profumo intenso ed elegante.

Perfetto con un pollo arrosto ruspante alle spugnole, favoloso sulle animelle di vitello.

Eh, ragazzi, questo fine settimana sono stata in Borgogna. Si vede, vero? E’ una regione bella e generosa la Borgogna, con paesaggi che possono essere suggestivi ed un patrimonio enogastronomico veramente notevole.

I grandi cru abbondano: Nuit Saint George, Vosne Romanay, Gevrey Chambertin…vini che hanno e che “sanno” di storia, di lavoro paziente, di attesa, di cura. Anche la gastronomia non scherza: oltre alle escargots, c’è la famosa fondue alla bourguignon ed il mitico manzo alla bourguigon. Insomma, se vi capita, fatevi un giro da quelle parti, ne vale la pena. Senza contare che grazie alle “chambres d’hôtes”, potete beneficiare di un soggiorno a prezzi veramente onesti.

La ricettina che vi presento oggi è il manzo alla bourguignon del grandissimo chef tre stelle Michelin, Bernard Loiseau, mancato un paio di anni fa. Leggi il seguito di questo post »

L’os à la moelle o midollo di bue

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Photo by Horsemeaptie

Vedo già alcuni di voi fare una smorfia disgustata: “Ma che cosa ci propina, questa, oggi? Midollo di buie?! Che schifo!” Leggi il seguito di questo post »

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