C’è chi ha un dono speciale per questo o quel piatto: penso a Flavio per il risotto (i suoi sono i più buoni che io abbia mai mangiato), Stefania per il pane e lievitati (una delizia, io che non amo particolarmente il pane), Tiziana per le torte (da alta pasticceria).Da loro non imparerei mai nulla perché anche guardandoli eseguire la ricetta, una volta a casa il risultato non sarà lo stesso. Sono persone che hanno un dono, qualcosa in più che non è “trasmettibile” (ma di cui per fortuna si può almeno beneficiare gustando le loro preparazioni
Per noi poveri mortali, c’è la pratica, documentarsi, l’attenzione ai dettagli.E’ passato qualche anno dal mio primo libro che, guarda caso, era proprio dedicato al risotto e, come sempre accade, più si approfondisce un argomento e più ci accorgiamo che c’è da imparare.
Ecco che è capitato a fagiolo questo libro di Marchesi ( già segnalato qui) che mi ha dato parecchi spunti di riflessione.
Ma commençons par le commencement, come direbbero qui, ovvero dai fondamentali…
















