Datteri al Roquefort e speck

 

sopressa

fuoco

brouillard

albero

Photo by Lucia Pantaleoni

 

Il viaggio di andata in Italia , pur con le sue belle 12 ore,  è filato via abbastanza liscio: strada quasi sgombra, visibilità ottima, 4 pause.
Quello di ritorno,  invece, è durato 13 ore e mezza ed è stato quasi un incubo. L’autostrada A6 infatti era trafficatissima ed i vari bollettini  sulla viabilità dicevano esattamente il contrario di quello che stava accandendo,  ovvero che il traffico era “fluido”! Probabilmente il giornalista in quel momento si trovava nel bel mezzo del deserto australiano, vai a capire..!
Che poi vorrei aprire una parentesi sugli autogrill francesi: certo sono di una pulizia incomparabile ma il “parco cibo” è… costernante, oltre che caro. Se in Italia infatti l’offerta in questo senso va dal panino fantasioso, al pezzo di pizza, fino ad un self service che giudicherei “decoroso”, in Francia per il “modico” prezzo di 4 € hai una specie di sandwich farcito con scarsissima creatività, tipo prosciutto cotto, un formaggio-non-identificato  (e che forse è meglio non identificare) e chenneso’… maionese! Per non parlare della qualità della materia prima che definirei per utilizzare un eufemismo, alquanto discutibile.
Inutile dirvi che la cosa mi impesta regolarmente l’umore e alla mia domanda (che somigliava più che altro ad un ruggito):  “Ma come mai nel paese della gastronomia, gli spuntini sono sempre così mediocri?” , la risposta molto acuta, devo dire, è stata “Perché per l’appunto la Francia  ha una grande tradizione nell’alta gastronomia ma non…nel cibo “prêt à porter” :-))
Ma torniamo al soggiorno in quel di Treviso… Le  giornate sono volate via in un battibaleno: tra pasti pantagruelici, visite ad amici e parenti, il tempo è letteralmente volato. Non c’è stato nemmeno modo di andare in un ristorantino di quelli giusti.

L’ultimo dell’anno poi, caratterizzato da neve abbondante, è stato fonte di stress. Ci siamo trovati bloccati nel bel mezzo delle colline venete (vedi foto)  e abbiamo dovuto far ricorso al gentile aiuto di un autoctono che con l’ausilio di un trattore ci ha tolto dai guai!
C’è da dire che se non ci fosse stata la necessità di tornare, saremmo rimasti a lungo rinchiusi e quasi protetti in quell’universo ovattato, avvolti a tratti da  una luce meravigliosa e da un’ aria straordinariamente pura. Il fuoco ha poi pensato a riscaldare i nostri animi ed i nostri corpi che comunque erano stati degnamente ritemprati da qualche riserva degna di nota. Eh sì, cari, perché se  non ci era nemmeno passato per  la capa di portare la catene, la sopressa, da 3 chili… quella sì! Per non parlare delle salsicce e costine fatte sul caminetto! In quei tre giorni di ritiro “obbligato”, poi, ho avuto modo di sperimentare questa ricettina alquanto sfiziosa, ovvero i datteri al Roquefort e speck.

 

Datteri al roquefort e speck

 Ricetta per 4 persone

 8 datteri denocciolati

70 gr di Roquefort

8 fettine di speck

Lavorate il Roquefort con un mestolo fino a renderlo morbido. Paticate un’incisione sui datteri e farciteli con il formaggio. Avvolgeteli poi con lo speck e passatelo al grill caldissimo per circa 1 minuto.

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2 Risposte to “Datteri al Roquefort e speck”

  1. elena Says:

    a me quella soppressa lì mi pare di averla già vista..
    :))

  2. Lucia Says:

    beh, è talmente magnifica (ebbene sì, ne è rimasta ancora, nonostante i miei frequenti assalti) che tutti credono di averla vista un giorno. Un po’ come l’araba fenice
    ;-))


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