Parigi – Pantelleria – Cous Cous Fest (prima parte)

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Fuoco, terra, l’aria, l’acqua. Elementi. Mi viene in mente questa parola per definire quest’isola magica di origine vulcanica.
Pantelleria: la sua roccia nera, i profumi intensi di salso e di erbe odorose.
Elementi: il sole cocente, quasi un assaggio di quello africano, radioso, franco, senza compromessi.
Il vento che soffia anche violento, ma sempre tiepido o caldo, che è riuscito a piegare con la sua forza l’uomo e le sue coltivazioni: basti pensare agli uliveti, a rasoterra, come pure i vigneti.
C’è in quest’isola qualcosa di antico, di primordiale. Di incredibilmente autentico. Come la perfetta dolcezza dello zibibbo, il profumo intenso e sottile dei capperi e dell’origano….

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In transito a Trapani, in attesa di imbarcarci per  l’isola, dove abbiamo trascorso la serata in attesa della nave che ci avreebbe condoitto sull’isola.Da segnalare la Trattoria agli antichi sapori ed il suo cous cous di pesce davvero notevole accompagnato da un vino bianco che è stata una picevole scoperta: un Cothòn (80% di insolia e 20% di grillo) IGT del 2008.

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Siamo giunti a Pantelleria alle sette meno un quarto del mattino (What a journey! Come direbbe un inglese…), dove la Sig.ra Graziella ci attendeva per farci fare colazione in un bar al porto e condurci in uno splendido dammuso, che a lui solo già vale il viaggio. Più di 200 metri quadrati su due piani di terrazza sul mare, un punto di vista unico per guardare estasiati albe, tramonti ma anche per cenare sotto le stelle. Ricordo una serata in cui cenando all’aperto, avevamo le selle sopra di noi e… a sinistra, (giuro!), sul mare, uno splendido temporale in lontananza. Uno spettacolo unico, garantito.

Tra i ristoranti, merita di essere selezionata la Nicchia, a Scauri. In uno splendido giardino di aranci rialzato, il ristorante offre una cucina che esalta le straordinarie materie prime dell’isola: caponata con mandorle tostate, i tradizionali ravioli alla ricotta e menta, crudo di gamberi alla gelatina di zibibbo, pescato del giorno e un supremo semifreddo di mandorle tostate. Buona la carta dei vini ed in particolare la scelta dei passiti.

Deludente invece il  tanto acclamato Donne fugate a Pantelleria. Innanzitutto, non si capisce perché non ci sia un menù con i relativi prezzi. Ci siamo allora affidati alle proposte della gentile ed avvenente patronne, ( l’antipasto costituito da un mix di specialità locali tra le quali spiedini fritti di melanzane, tonno e gamberi),  costituiti da caserecce con pesto di mandorle, peperoncino pomodorini e spaghetti  ai ricci di mare.
Gli spaghetti ai ricci di mare erano decisamente rovinati dall’eccesso di pepe che ne mascherava completamente il gusto. La panna cotta ai frutti di bosco…senza infamia né lode.

E poi ….il  conto. Oltre all’annuncio fatidico: “la macchinetta della carta di credito di credito si è bloccata” (…) che infastidisce sempre la sottoscritta, notiamo che il prezzo dei due primi è identico, vale a dire 13 €! Ma come?! Un piatto di spaghetti alle mandorle e pomodorini costa come uno ai ricci di mare?! (per la cronaca in una successiva visita alla Nicchia, decisamente più chic e trendy, abbiamo notato che  un piatto di spaghetti alle mandorle capperi e pomodorini è a 8, 50 €!)

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Le lunghe giornate di mare, non prevedono a parer mio, un pranzo vero e proprio: le diverse attrazioni che offre l’isola invitano ad un pranzo al sacco. E’ con grande piacere quindi che abbiamo scoperto il panificio Da Pinuzzu o palermitanu in Borgo Italia 21, a Pantelleria, sul lungo mare. In questo commercio di modeste proporzioni vengono prodotti giornalmente  tranci di pizze da asporto: ai pomodori, capperi e olive, alle cipolle e patate, agli spinaci mozzarella e prosciutto e molte altre: sono assolutamente tutte deliziose.

Mai come su quest’isola ho avuto la certezza dell’importanza assoluta della materia prima. L’esempio è dato anche da queste pizze: anche la più semplice con pomodori capperi e olive raggiunge “vette gustative” mai viste. Perché 3 son o gli ingredienti ma tutti ottimi. Il pane è ugualmente degno di nota.

Se siete in giro verso le 11 ed avete voglia di un caffé ed un “bacio”, non perdetevi la pasticceria “Da Giovanni”, in Piazza Cavour 27 a Pantelleria. Ogni giorno troverete prodotti di una freschezza unica: il famoso “bacio pantesco”, una sfoglia fritta farcita con ricotta, gocce di cioccolato, splendidi cannoli ma anche deliziose brioche, sfoglie di mele e crema, cereali e mele…la lista è lunga!
Sento spesso dire che i dolci siciliani sono “pesanti”. Lo stesso viene detto di quelle mediorientali. E’ falso. Sono certamente nutrienti, questo si, ma se fatti a regola d’arte, vi garantisco che non sono assolutamente indigesti. Certo, bisogna scegliere i pasticcere giusto…

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Mi sono innamorata anche dei vini siciliani che sintetizzano bene questa terra piena di splendide contraddizioni.
Ttra quelli di Donna Fugata, mi ha colpito di più senza dubbio il Lighea e la sua impressione gustativa piena, sapida e morbida. Il Nikà di Marco de Bartoli , vino bianco di zibibbo dall’aroma corposo e solare, ma anche Il Pietra nera ed il Sole e vento dello stesso produttore.

Tra i passiti senza dubbio quello che ho preferito è il Martingana di Salvatore Murana che produce egualmente un olio extravergine di oliva straordinario.

Ma andiamo con ordine: mi sono avvicinata al Martingana di Murana (pluripremiato ed internazionalmente conosciuto) con una certa diffidenza: avevo in testa il passito di Donna Fugata, gustato anni orsono. La differenza mi è parsa subito evidente: una complessità e varietà gustative senza paragoni: fichi, spezie, gusto pieno mai stucchevole.
Quanto all’olio, prodotto dagli olivi della varietà “Biancolella”, vengono raccolte a fine ottobre le poche olive che un terreno cosi rude possa produrre. E’ delicato ma persistente, ottimo con i piatti delicati in genere.

Vento, fuoco, mare, sapori, profumi: nell’isola di Pantelleria i sensi tutti sono costantemente in allerta. (Continua…)

NB Tutte le foto di questo articolo sono by Lucia Pantaleoni

6 Risposte to “Parigi – Pantelleria – Cous Cous Fest (prima parte)”

  1. Kurtz Says:

    Pantelleria, che bella! Mi è rimasta nel cuore dal 2008, anno in cui ci passai 5 giorni a fine luglio.

    Strano che tu non abbia parlato del lago di Venere, che a mio avviso è tra le cose più belle dell’isola, se non la più bella.

    Avevo scritto di Pantelleria qui: http://storieinutili.blogspot.com/2008/08/sicilia-pantelleria-2008.html

    PS. A me Donne fugate era piaciuto, ma avevo provato la tua stessa sensazione di fastidio quando non ho visto il menu e i prezzi. Purtroppo è un’usanza abbastanza diffusa al meridione.
    La nicchia invece non ho avuto modo di provarlo. Ma un giorno ritornero’ in questa splendida isola.

  2. Lucia Says:

    @Kolonnel! Hai visto che alle fine dell’articolo c’è scritto “continua”… mica è finito l’afticolo😉

    Sai, credo ritornero’ anche io a pantelleria, mi è troppo piaciuta!

  3. alem Says:

    Ho aperto il tuo sito questa mattina e mi sono commossa. L’ho dichiaro apertamente, perchè pantelleria è la MIA isola. Mia mamma è pantesca e io ho passato tutte le mie estati lì per tre mesi. Ci sono cresciuta e le tue foto sono bellissime!
    Per chi c’è già stato o ci ha vissuto è facile associare anche i profumi alle tue immagini.
    grazie per questo emozionante momento che mi aiuterà a passare meglio una giornata dura come quella di oggi in ufficio! Attendo il seguito…

  4. Lucia Says:

    @Alem: il piacere è tutto mio e direi duplice: per essere riuscita ad “arrivarti”, ma anche perché le tue parole mi hanno fatto pensare alla tua gente, di come siete “belli”, “autentici”. Sono rimasta esterefatta dalla gentilezza e dalla bellezza della tua gente. Fisinimomie uniche, modi da signori. Di questo non ho parlato nell’articolo (lo faro’ forse un giorno) perché non me ne sento all’altezza.

    ps Ti linko!

  5. viola Says:

    beh, vorrei venirci anch’io a Pantelleria! Io adoro la Sicilia, e il cous cous! Un bacione radicchietta😀

  6. Lucia Says:

    @viola: Un bacione!


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