Ristoranti a Parigi: Casa Olympe

Un aspetto della ristorazione parigina mi colpisce sempre, soprattutto ora che i miei frequentissimi viaggi in Italia mi consentono un vero e  proprio confronto:  l’estrema freddezza, quando non è scortesia pura,  nella stragrande maggioranza dei ristoranti, bistrot e brasserie.
E’ come se  trovandosi in una città molto turistica e potendo contare comunque su una clientela,  potessero permettersi atteggiamenti scortesi ed irritanti.
Casa Olympe (detto en passant segnalato nel sito del simpaticissimo critico gastronomico di Le Figaro,  François Simon),   non fa eccezione alla regola,  ma possiede un vantaggio:  a differenza di altre maison, che oltre alla scortesia offrono una cucina mediocre o comunque senza interesse particolare, ha ottimi piatti…Ma andiamo con ordine: sono accolta nel discreto ristorante del 9° arrondissement (non lontano da Pigalle ed i suoi numerosi teatri) da una “patronne” di nero vestita che mi saluta appena, e mi chiede seccamente se ho prenotato. Rispondo di sì e mi permetto di aggiungere – visto che non sto molto bene- se posso sedermi in un posto lontano dalle correnti d’aria che provengono dalla porta d’entrata vicinissima. Mi risponde quasi perentoria che l’unico posto a disposizione è quello che vedo…
Sono lì lì per andarmene… (non se ne può davvero più dell’arroganza di certi ristoratori della capitale!). Resto solo perché fuori fa freddo ed il mio stato di salute non consente altri sbalzi di temperatura…
Eppure il luogo è intimo e accogliente (lui!):  il lampadario al soffitto, le posate disposte in vista su un carrello, insieme ai piatti:  pare di stare nel soggiorno della nonna, ci si potrebbe sentire a casa…
Guardo il menù (che tra l’altro non corriponde quasi per nulla a  quello del sito) e scorgo molto piatti di ispirazione italiana: zabaione al Marsala, lardo di Colonnata…c’è addirittura un sorbetto al Prosecco! Le chiedo allora se sia un ristorante italiano. Quale affronto! Sarebbe stato peggio se avessi insultato i suoi avi. Mi risponde altezzosa che no, naturalmente, loro sono corsi. Ah, pardon…
L’atteggiamento della patronne è  tanto più irritante quando scorgiamo che, un po’ più tardi, l’arrivo di alcune persone che sono chiaramente degli habitué (pare sia uno dei luoghi preferiti da Milos Forman quando è di passaggioa Parigi) , è accolto con ben altri sorrisi e  ben altro calore (addirittura possono appendere il cappotto in un appendino che ci era stato perentoriamente negato!)
Passiamo al menù, quello sì degno di nota: insalata di orecchie di maiale ai capperi (la consistenza delle orecchie di maiale è davvero unica, sempre, e questa vinaigrette che l’accompagna non è male davvero), guancia di manzo e julienne di zucca (gustosa, morbida, si scioglie in bocca), piccione alle spezie e rognone con patate croccanti (davero notevoli). Il piccione è rosato, come abbiamo chiesto, la qualità della materia prima è innegabile; quanto al rognone cotto in un panure leggera e dorata si accompagna a una mousse di patate legermente croccante: texture, leggerezza, cotture perfette. Ci siamo.
Il dessert una torta fine alla crema e ananas pere (ottima) e un tris di cioccolato, invece,  piuttosto banale e servito troppo freddo. Il vino è un Saint Joseph, franco e delicato ad un tempo. Nulla da eccepire. Il menù è a 48 43€, il vino a  45€. Con il caffé e l’acqua minerale il conto arriva ai 150€.

Eh sì, questo ormai è il prezzo per mangiare in modo corretto a parigi. Diversamente, (ovvero ad un prezzo più basso)  ceno molto meglio a casa.
Casa Olympe mi ha fatto pensare ad un altro ristorante, un libanese, di cui vi parlai tempo fa: ci torno solo perché è davvero speciale e perché , come già vi dicevo, mangiare bene a Parigi non è facile (a meno di andare sugli stellati Michelin, ma sono altri budget e comunque anche lì abbiamo avuto di recente una bella delusione).
Comunque, se la signora Olympe facesse uno sforzo per essere più cortese con i clienti sconosciuti,  gliene saremmo grati. Diversamente, può pure togliere Bienvenue dalla home page del suo sito.

Casa Olympe
48, Rue Saint-Georges
75009 PARIS
M° Saint-Georges
o Notre-Dame-de-Lorette
telefono: 01 42 85 26 01
Aperto dal lundì al venerdì, dalle 12 alle 14 e dalle 19.45 alle 23
Map
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6 Risposte to “Ristoranti a Parigi: Casa Olympe”

  1. shayma Says:

    I am going to be in paris for 2 days with my husband this summer, this is on my shortlist for sure. xoxo shayma

  2. Lucia Says:

    @shayma: i am looking forwarard to hearing yoour feedback!

  3. chiara Says:

    Grazie per la segnalazione ! Spero tanto di venire a Parigi a provare il ristorante ….e non solo :-))))) Ciaooooo !

  4. Lucia Says:

    @chiara: se vieni da sté parti fatti sentire eh! 😉

  5. Anonimo Says:

    Ciao Lucia. Io che sono una vera criticona per il cibo,direi che per aver mangiato orecchie di maiale ,un piccione e del rognone -tutta roba quasi di scarto da noi in Italia,il conto e’ spropositato ! Cmq io che sono di casa a Parigi e ci ho vissuto per quasi un anno,ho sempre mangiato bene ,pagando conti ragionevoli .unica volta che mi sono davvero risentita per qualita’ e prezzi e’ stato al Buddha Bar,dove ho mangiato malissimo . era il mio compleanno e degli amici di Milano, hanno voluto farmi una sorpresa ,sapendo che amo moltissimo la musica chill out , solo quella per carita’!!

  6. Lucia Says:

    @Anonimo: siamo a Parigi , questa è la mia ventennale esperienza. Anzi, da quando c’è l’euro, per essere precisi, i prezzi hanno aumentato vertiginosamente e la qualità… non è stata al passo. E’ assolutamente impossibile poi, paragonare i prezzi parigini con quelli italiani (forse forse se parlaimo di milano). Tieni conto poi che quella che per noi è roba di scarto qui puo’ essere molto cara (penso alle animelle che qui costano trabi 35 e 40 euro al kg!!)
    Mi piacerebbe che tu mi dicessi quando sei stata a parigi e quali sono i luoghi in cui hai mangiato bene a prezzi contenuti. Magari ne conosco un paio e potremmo discuterne. Oppure non li conosco e mi ci fiondo!
    Il Bouddha bar è un luogo ove notoriamente si va per vedere le modelle, le belle ragazze e magari bere un drink. Ahimé la cucina non sanno nemmeno cosa sia!


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