Barcellona: una città a misura d’uomo (seconda parte)

Sarà che amo il mare perché  l’orizzonte, così lontano pare non esserci affatto e offre  alla mente  e alla vista infinite potenzialità, prospettive e respiro, ma vivere in una città sul mare com’è Barcellona mi pare un sogno. Un po’ come avere una splendida camera con vista, o un tesoro nascosto nel cassetto: insomma qualcosa che sappiamo possa renderci felici, sempre.E poi c’è il ritmo di una città che lavora e che produce ma che non è frenetico, gente che sa ancora godersi la vita,  e poi il sole,  la spiaggia ed il mare. Cosa volere di più?

Camminando per la città naso in aria, il nostro sguardo rimane ipnotizzato dalla splendida Palau della musica, emblema del movimento modernista ad opera dell’archietetto  Lluís Domènech i Montaner . Il Palau, come lo chiamano i barcellonesi,  raggiunge il massimo della sua bellezza in colori e luce nella cupola in vetro colorato della Sala principale. Non ho avuto modo di assistere ad un concerto (la prossima volta lo farò sicuramente) ma l’acustica pare sia davvero eccezionale. La visita del Palau, solo su prenotazione e con l’obbligo della guida, dura 45 minuti ed è un’esperienza unica.

Come  non rimanere incantati dai dettagli delle molte costruzioni, anche palazzoni che si stagliano su un cielo blu cobalto? E più in là, c’è sempre il mare…

Impossibile parlare di Barcellona, senza citare il puiù famoso dei suoi mercati, quello della Bocaria. E’ una festa per gli occhi: Pata Negra, pesce frutta e verdura di una freschezza incredibile sono lì daavnti ai nostri occhi e ci fanno quasi rimpiangere di non aver affittato un appartamento e di non poter cucinare e gustare tutto questo ben di Dio…


La spesa peroò l’ho fatta prima di partire ma non alla Bocaria, bensì in un simpatico negozietto che vendeva ogni sorta di salume. Ho comperato e fatto mettere sotto vuoto un ottimo chorizo (salume affumicato e speziato, fatto di carne di suino) e un pata negra da svenimento che mi sono guastata al ritorno con una buona bottiglia, of course… Poiché ho trovato tutto quanto ho comperato degno di nota, vi indico l’indirizzo:
La Botifarreria de santa maria, Santa María, 4 – Barcellona
Orari : Dal lunedi al venerdì dalle 11:00 alle 14:00 e dalle  16:00 alle  20 :30
Sabato dalle 12:00 alle 20 :30

Chiudo questo breve viaggio,  indicandovi un ristorante  che mi è piaciuto molto : il  7 portes,  Passeig de Isabel II 14, Barcelona, perché propone una cucina del territorio fatta come si deve: frittelle di baccalà di una leggerezza che definirei leggendaria e una paella di pesce … fantastica.

NB Tutte le foto di questo articolo sono by Lucia Pantaleoni

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2 Risposte to “Barcellona: una città a misura d’uomo (seconda parte)”

  1. Gianni Says:

    Grande la nostra Lucia…

  2. Lucia Says:

    @Gianni: oddio, non esageriamo 🙂


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