Nel blu dipinto di blu: Salento

Photo by Lucia Pantaleoni

Mare e cielo, cielo e mare… Dove inizia il cielo e dove finsice il mare? Ci sono giorni in cui è difficile dirlo nel Salento. Ci sono giorni in cui, nel Salento,  fatichi a dire se sei in terra oppure in paradiso…
Eh sì, perché prima di partire, mica ci credevo che avrei trovato un mare così bello. Poi arrivi a Salve, ti indicano la spiaggia chiamata ” le Maldive del Salento” e sorridi sotto i baffi perché stenti a crederci. Ma quando vedi acque cristalline, blu, o verde smeraldo che vira al grigio perla a seconda delle gionate, beh ti arrendi. Ci sono altri due motivi (almeno!) per visitare questa splendida terra:

  1. La gentilezza dei suoi abitanti. Si potrebbe definira estrema a patto di non dare a questo aggettivo un’accezione negativa. Non c’è nulla di premeditato, di interessato: che si tratti di un passante al quale si chieda un’informazione, oppure di un commerciante (reduce, tra l’altro, da un’intesa stagione turistica), in Puglia cortesia e affabilità rimano in genere con umanità. Così diviene estremamente semplice e piacevole, conoscersi, scambiare


e arricchirsi delle reciproche esperienze.

2. La sua cucina.
Andate in Puglia e poi direte: “Io non ho mai mangiato verdura, prima”.
In questa terra la verdura ha un sapore unico ed è sempre accomodata in modo sfizioso: così un semplice cavolo cappuccio condito  con l’oro giallo locale, l’olio, oppure saltato con un filino di pomodoro e peperoncino, diventa un piatto veramente straordinario. Ottima anche la menta così diversa dalla nostra: più delicata e con un vago sapore di affumicato. Mescolata con la ricotta per farcire i peperoni al forno o smplicemente con le cozze per condire una pasta,  è inebriante.

A questo proposito ricordo, non con un certo diappunto, la tanto decantata Osteria del tempo perso a Ostuni: il piatto sopra citato, era l’unico decente di una cena decisamente al di sotto delle aspettative e sicuramente troppo cara. Certo: la location è romantica (nel cuore di Ostuni all’interno di una grotta), ma i fritti che compongono i famosi antipasti pugliesi, sono confezionati con olio…vissuto, per non parlare delle cicorie saltate in padella, orrendamente salate. Chiedo che me ne portino delle altre e a quel punto mi arrivano lesse ed immerse in due centimetri di acqua di bollitura…Quanto al maialino da latte al forno, lo chef non si era preso la pena di arrostire la cotenna…


Anche i prodotti del mare sono notevoli nel Salento: le cozze  che un pescatore ha aperto sotto i nostri occhi a Gallipoli sapevano di mare, con  un vago retrogusto di nocciola; per non parlare dei ricci  e i fasolari,  gustati da Maruzzella, che con una spruzzatina di limone facevano un guizzo prima di esalare l’ultimo respiro sotto la lama del coltello. L’orrore di ingoiare qualcosa di così vivo, viene ben presto superata dalla gola. (O dell’eterna lotta tra sacro e profano…).
Il ristorante si trova a Lido delle Conchiglie a qualche chilometro da Gallipoli. Tavolini e sedie di plastica, tovaglie di carta: nessun tipo di sofisticheria, ma il mare a un metro dal naso e tanti crudi aperti sotto i vostri occhi: vongole, cozze, noci di mare, fasolari a prezzi più che democratici. Un esempio? Un piatto con 15 ricci di mare, 5 €, spaghetti cozze e vongole  6€, frittura di argentini a 7 €.
Molto più raffinato e caro ma egualmente ottimo il ristorante la Puritatae, a Gallipoli,  segnalato da Dissapore:  gli antipasti della casa sono deliziosi (in particolare i gamberetti crudi) ed i gamberoni al sale grosso una vera delizia. Senza parlare del vino bianco Monna Lisa, di Leone de Castris con cui li abbiamo accompagnati: un malvasia bianco in purezza barricato che mi ha ricordato uno dei miei bianchi preferiti francesi, il Meursault.

E vogliamo poi parlare dei famosi fornelli, luoghi adiacenti alle macellerie dove si gusta la carne alla brace? Penso in particolare alla trattoria La Bettola, a Specchia, in cui ho avuto il piacere di assaggiare una fetta di capocollo alla brace e dei gnummaridde (interiora di agnello, solo per stomaci da “veri uomini”, personalmente li trovo deliziosi, ma vi rassicuro non mi chiamo né ho le sembianze di un Lucio😀 (Segue)


NB Tutte le foto di questo articolo sono by Lucia Pantaleoni


7 Risposte to “Nel blu dipinto di blu: Salento”

  1. sandra Says:

    bello questo reportage.. mi piacciono molto anche le tue foto.

  2. Rosa Says:

    a parte cibo e mare ,esiste anche un Salento barocco e culturale …

  3. Ornella Says:

    Che bello…!

  4. Lucia Says:

    @sandra: troppo gentile🙂
    @Rosa: A parte che se lei va fino alla fine dell’articolo vede scritto “fine prima parte” e per definizione non puo’ sapere cosa ci sarà nella seconda… In ogni caso scrivo solo di argomenti con cui mi sento a mio agio e di cose che mi hanno particolarmente colpito.
    Nessun bluff qui dentro per quanto mi riguarda.
    @ornella: si, splendido il salento

  5. Claudio Says:

    Avresti anche qualche spiaggia da consigliare, radicchio?

  6. Rossella Says:

    Che guide hai utilizzato per i ristoranti?

  7. Lucia Says:

    @Claudio: uh tante…” Le maldive del salento” a salve, Punta prosciutto, Lido Pizzo, dipende in chezona ti trovi!
    @Rossella: una guida che preferisco non citare perché farcita di errori e stampata, come dicevo nell’articolo ben 3 anni fa!


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