Cookies al cioccolato e peperoncino

Photo by Lucia Pantaleoni

Una delle domande  più “straordinarie” che mi capita di ascoltare qui in Italia quando presentandomi dico che scrivo libri di cucina è: “Che bello! E le ricette, da dove la copi? ” Oppure: “Che bello! E le ricette, le provi?”…
All’inizio rimanevo basìta, ora dinnanzi alla frequenza con la quale tali domande mi vengono poste, sono giunta alla conclusione che in questo paese, scrivere (e in particolar modo di cucina) non sia considerata una cosa molto seria. Di certo non un lavoro, come invece, di fatto è a tutti gli effetti. Almeno per me.
Quando non ho voglia di rispondere a simili quesiti, rispondo con ironia (e chi s’è visto, s’è visto!), altre volte, invece, spiego.
“Che cosa?” direte voi.
Spiego che per me, un libro di ricette è innazitutto aderire ad un progetto che mi viene proposto (dall’editore), oppure seguire un coup de foudre (come è successo, ad esempio, per le madeleines).
Da lì segue l’ideazione delle ricette che può avvenire davanti ad uno spritz, oppure cenando e discutendo amabilmente con il mio cavaliere. Ma anche mettendomi a tavolino e lasciando libera la fantasia.
Seguono poi le prove per testare ed aggiustare il tutto.
Insomma: per un libro anche “solo” di 30 ricette, tra ideazione, test e stesura del manoscritto, sono impegnata poco meno di due mesi.
Se il mio approccio non fosse professionale, credo che non sarei al mio undicesimo libro (che uscirà in settembre😉  più altri due  in preparazione per la stessa casa editrice.
Tutto questo preambolo tenevo a farlo per voi che mi leggete, giovani marmotte, perché è giusto che anche voi sappiate, ma anche per rispondere allo sventurato che, proprio ieri,  mi ha chiesto con aria di sfida (non avendo naturalmente mai assaggiato nulla di quel che faccio):  “Ma almeno le provi le ricette?”.
Certo, il luogo in cui eravamo non si prestava ad una lotta greco-romana e una signora resta pur sempre una signora, ma confesso che la tentazione di rovesciargli in testa qualcosa è stata grande. Mi sono controllata. Per l’ennesima volta. Fino a quando? Non si sa. Uomo avvisato…

****

Torniamo a noi, giovani lupacchiotti della steppa.
Oggi il tempo è splendido e il caldo non eccessivo. E poi lo ammetto: io sono in piena epoca di test e ho sfornato questi stuzzicanti cookie al cioccolato e peperoncino.
Allora siete pronti? Via!

Cookies al cioccolato e peperoncino

Dose per una ventina di cookies:

230 g di farina

150 g di cioccolato fondente

un cucchiano raso da caffè di lievito chimico

100 g di burro

180 g di zucchero grezzo

1/4 di cucchiaino da caffé di peperoncino in polvere

un cucchiano da caffè  di fior di sale

1 uovo

Setacciate la farina e il lievito. Tritate il cioccolato grossolanamente.
Sbatette con la frusta del robot il burro morbido fino a che diventi soffice, poi unite lo zucchero grezzo ed il sale.
Incorporate l’uovo e azionate la frusta per 3 minuti. Unite la farina, il peperoncino ed il lievito setacciati,  il cioccolato e mescolate. Confezionate con la pasta ottenuta 2  salsicciotti di 4 cm di diametro, avvolgeteli con della pellicola trasparente poi riponete il tutto in frigo per 2 ore.
Scaldate il forno ventilato a 160°.
Ritirate la pellicola dai salsicciotti di pasta e tagliate delle rotelle di 1 cm di spessore e  di 5 cm di diametro.
Infornate per 15 minuti , poi sfornate i cookies e fateli raffreddare su una griglia.

9 Risposte to “Cookies al cioccolato e peperoncino”

  1. Paoletta Says:

    bene o male tutti gli appassionati di cucina potrebbero scrivere libri ,tecniche di base ,ricette classiche della tradizione ,solito insomma e non serve nemmeno un pozzo di cultura per scriverne
    ah si poi la genialata di metterci qualcosa di proprio …fiuuu almeno così non si capisce che la ricetta è stra-nota !
    Mi chiedo solo chi possa mai comprare libri di ricette viste e riviste ,in Italia poi ..mistero!

    • Anonimo Says:

      Da appassionata di cucina e discreta lettrice dei più diversi testi del settore mi permetto di obiettare che il vero scrittore è colui che sperimenta le ricette che propone: più di una volta, infatti, mi è capitato che un piatto non riuscisse proprio perchè gli ingredienti non erano correttamente calibrati, segno evidente della mancanza della fase operativa da parte dello scrivente.
      Un’altra, piccolissima, osservazione: la storia della cucina è un universo vastissimo per affacciarsi al quale il riconoscimento dei propri limiti, e dunque della propria ignoranza, è una premessa indispensabile. Forse non serve essere “pozzi di cultura”, tuttavia sapere che la cucina è cultura (storica, economica, sociale…) è doveroso.
      Se poi l’intervento di Paoletta voleva essere ironico, allora ho perso ogni senso dell’umorismo e me ne scuso.

  2. Lucia Says:

    @Paoletta: confesso che non ho capito il senso del tuo intervento. Nel senso: non capisco che cosa tu voglia comunicare: una critica alla mia ricetta o…? Mi piacerebbe capire, per risponderti a tono.🙂

  3. Marina Says:

    A me pare che da quando la cucina è diventata una moda sia diventato molto più difficile per voi professionisti seri distinguervi dall’ammasso di banalità se non sciocchezze che vengono continuamente pubblicate. Solo i veri appassionati comprendono, leggendo una ricetta, se dietro c’è meditazione, calcolo, esperienza, tecnica, prove e riprove…
    Il successo di Benedetta Parodi la dice lunga, in questo senso: lungi da me l’idea di crocifiggerla, secondo me ha offerto ad un mare di casalinghe in crisi poco portate per la cucina innumerevoli spunti per portare in tavola qualcosa di appetitoso e un po’ diverso. Ma scrivere una ricetta è una cosa ben diversa dall’orecchiare qua e là abbinamenti e tecniche. Può darsi che Paoletta volesse dire questo, almeno spero. Se invece davvero pensa che scrivere libri di cucina sia alla portata di tutti, a mio avviso sbaglia di grosso e si accoda automaticamente a tutti quelli che ti chiedono “ma le ricette da dove le copi?!”… beh, Lucia, prendila con filosofia e pensa che così hai modo di selezionare fin dalle prime battute se hai a che fare con una persona intelligente o meno…🙂

    • lucia Says:

      @marina: molto interessante il tuo spunto di riflessione. Se ne parlava proprio questo fine settimana tra persone che lavorano nello stesso ambiente. Nel mare magnum di gente che “si è data” a questo mestiere è perfino diventato difficile, per chi deve scegliere la professionista del settore, capire chi è serio e chi non lo é.
      Onestamente, non credo sia davvero per tutti scrivere un libro di cucina, altrimenti credo che TUTTI riuscirebbero a pubblicare, no?
      Per il resto non posso che concordare con quanto dici.🙂

  4. lerocherhotel Says:

    ne prenderemmo subito un paio, devono essere una favola! ci piace da matti il contrasto tra il cioccolato ed il peperoncino!

  5. Lucia Says:

    @Anonimo: sull’elaborazione dei testi non posso che essere d’accordo con te. E non si tratta nemmeno per questo di essere “veri scrittori”, ma semplicemente persone serie.
    Ed è vero anche che una conoscenza completa del settore, richiede di sapere che cucina è anche cultura cultura.
    Forse – come mi ha detto qualcuno ultimamente – è proprio questo un difetto di alcune di noi che scrivono di cucina: l’ignoranza per quanto riguarda la sua storia.
    Io in primis, per molto tempo sono stata più affascinata dall’accostamento dei sapori o dal riconoscimento di questi.
    Un concorso di circostanze mi ha avvicinato all’argomento che è vastissimo e
    complesso.
    Ti ringrazio anonima per il tuo intervento.

  6. Lucia Says:

    @lerocherhotel: grazie mille e attendo feedback

  7. Mennula Says:

    Complimenti! ottima ricetta! da provare il prima possibile!🙂
    visita il mio blog:
    mennula.blogspot.com


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