Una pizzeria a Parigi: Lucky Luciano

Lo so che alcuni di voi si staranno chiedendo “Ma perché Radicchio, che è a Parigi, si ostina a darci indirizzi di pizzerie nella capitale francese?”
Cari lupacchiotti, il motivo è semplice: perché vedo che dopo “La piscina – Christian Dior”, “Cassoulet come si fa” e “Coscio di capriolo”, tra i termini più ricercati c’è: “Pizzerie a Parigi”.
E’ stato il compatriota Salvo, che abita qui da qualche anno, a indicarmela e ieri, presa da un’incontrollabile smania per questo che è tra i miei piatti preferiti, ho deciso di testare…Il locale vicino al New Morning, uno dei più famosi jazz Club della capitale (dove per dire è è passato lui e io sono andata vedere lei, lei e lui)  è stato aperto solo tre mesi fa e, se continuà così, scommetto che a breve diventerà non solo molto alla moda, ma anche apprezzato da tutti quelli che cercano una pizza “vera” a Parigi. Infatti, anche se il menù comprende poco più di una decina di ricette, il risultato è, per ora, il più soddisfacente qui a Parigi. La pasta, lievitata dai 4 agli otto giorni, è un perfetto compromesso tra morbido e croccante. Gli ingredienti sono di buona qualità (anche se un po’ più di mozzarella non sarebbe male!) e la salsa è stata un minimo lavorata e non “buttata” direttamente dalla scatola sulla pizza, come avviene nella magior parte dei casi.
I prezzi: direi tra i più bassi  (per una qualità del genere, ovvio!) Giudicate voi: 2 pizze, una bottiglia di acqua minerale e un Tiramisu 38€.
Una pizza da Lucky Luciano, costa dagli 11 ai 16€, laddove altrove, il prezzo di una Margherita sine infamia sine laude è di 12-13€.

Il servizio: ieri sera era una po’, come dire… lento e disorganizzato. Il patron, un ragazzo simpatico, si è poi scusato, spiegandoci che era ancora fortemente turbato dal concerto che aveva appena visto di Boran Brégović

Ovviamente tengo d’occhio per voi questa pizzeria e vi tengo aggiornati anche sui possibili…peggioramenti (capita spesso ahimé)!

Lucky Luciano
1 Cours des Petites Ecuries
75010 Paris
Métro: Chateau D’Eau
Aperto tutti i giorni

16 Risposte to “Una pizzeria a Parigi: Lucky Luciano”

  1. fabio casella Says:

    OTTIMO!
    Tenere in tasca l’indirizzo d’una buona pizzeria a Parigi, puo’ sempre tornar comodo…
    Certo che la foto della faccia di Lucky Luciano dalla pelle crivellata e l’occhio bigio ispira piu’ ribrezzo che appetito!

  2. Lucia Says:

    …Non si capisce bene se lei voglia fare l’apologia della mafia o cosa…

  3. fabio casella Says:

    ???No niente affatto!
    Casomai sarà il propietario della pizzeria con la scelta di dare questo nome al suo locale…(anche se non credo proprio!)
    Il mio commento emana dal fatto che (dalle foto prese in piedi) me lo ricordavo piu’ distinto, invece su questo ritratto (probabilmente scattato dalla polizia per schedarlo) ha proprio un brutto ceffo da criminale che fa piu’ rabbrividire che mettere in appetito!
    Comunque Lucky Luciano é un nome che suona bene per una pizzeria a Parigi. Per poco che non ci sia affisso proprio questo ritratto del gangster sull’insegna o stampato sui set di carta sotto al piatto la scelta di tale personaggio icona oramai piu’ assimilata al folcklore mafioso italo americano che non alla criminalità organizzata non puo’ che contribuire al succeso del locale.

  4. Lucia Says:

    @Fabio: credo ci sia un qui proquo🙂 Non sono io che ho scritto quelle amenità. E’ una mia omonima! Speta che rispondo e poi capisci.
    @Lucia: Gentile omonima: non “si capisce”, dice. Io temo che sia LEI a non capire. Mi spiace, non so cosa fare per lei.🙂
    @Fabio: E’ vero ha una brutta faccia, ma vedrai che le pizze sono buonissime!🙂

  5. fabio casella Says:

    OK!! Se lo dici, mii fido !!!!
    Lo sa che nel Basso vicentino si festeggia Santa Lucia piu che la Befana? Po ci sono delle ricette “enigmatiche” come gli gnocchi dolci con l’uva passa…
    Niente da vedere con Lucky Luciano ovviamente!!!

  6. Lucia Says:

    @Fabio: di Lucia ce ne sono tante in giro, si fidi pure!
    Mi dica Fabio: ma Santa Lucia è raffigurata più brutta della befana? No, così, tanto per sapere😀
    Gli gnocchi all’uva passa non li conoscevo!
    ma lei è di origine veneta?

  7. Kurtz Says:

    Radicchia, sai quanto la mia fiducia culinaria in te sia smisurata.

    Proverò al più presto quest’ennesima pizzeria parigina e ti farò sapere.

  8. viola Says:

    ciao Lucia! mi raccomando, tienila d’occhio bene eh! quando sei sicura che è il top allora compero il biglietto e vengo a provare di persona😀 In effetti la pizza a Parigi pensandoci bene mi manca proprio😉
    Un bacio e a presto

  9. fabio casella Says:

    Si,si Lucia, Vcentino (magna gatti!)
    Il che mi fa pensare alla ricetta dell’arte de “meter su el gato” che spiega in dialetto vicentino come cucinare un gatto al posto del coniglio, ingannando maliziosamente i propri ospiti…(da non prendere, per le “Lucie animaliste piu’ polemiche”, proprio alla lettera…) Se la ritrovo ve la mando!!!
    Ps: Dipende dalle raffigurazioni ma la santa santa, patrona della luce, nella tradizione scandinava é una bella donna smagliante e luminosa…

    ECCONE ALCUNE !!!! ( E per il diletto di tutti, non in dialetto vicentino!!! )

    Che sia maschio, giovane e spellato
    A CURA DI ELEONORA D’UFFIZI –
    La prima ricetta con carne di gatto è del 1525. Ruperto da Nola, cuoco del re Fernando di Napoli, nel suo Libro de Guisados include la ricetta «Gatto, come si desidera mangiare».

    Ricetta del gatto arrosto (per 4 persone).
    Ingredienti: 1 gatto maschio giovane e ben nutrito (2-3 kg), 1 bicchiere di vino bianco, 1/2 bicchiere d’olio, 1 rametto di rosmarino, aceto, sale e pepe quanto basta.
    Preparazione: spellate il gatto, ripulitelo dalle interiora, eliminate la testa e le zampe e seppellitelo sotto la neve per almeno tre giorni (in mancanza della neve si può mettere in frigorifero). Dopo mettetelo per qualche ora a bagno nell’aceto. Preparate una pentola di terracotta con aglio, rosmarino, olio, sale e pepe. Aggiungete il bicchiere di vino e fatelo cuocere molto lentamente, 4/5 ore. A cottura ultimata spremete sopra un limone ed alzate la fiamma perché la carne prenda un colore dorato (La ricetta della nonna, ed. Cassa di risparmio di Padova e Rovigo).

    Ricetta del gatto alla vicentina.
    Ingredienti per 6 persone: 1,200 kg di gatto nostrano, 2 carote, 1 gambo di sedano, 2 pomodori maturi, 1 ciuffo di prezzemolo, farina bianca, 1 bicchierino di grappa, 1/2 dado per il brodo, cannella in polvere, olio, 1 foglia di alloro, 1 rametto di rosmarino, sale e pepe.
    Preparazione: riducete il gatto a pezzetti, poi lavatelo per bene e asciugatelo. Prima di cucinare il gatto è consigliabile marinarlo, in un misto di acqua, erbe aromatiche e aceto, vino o limone, che servirà a togliere al felino quel gusto leggermente selvatico e ad ammorbidirne le fibre e le parti più stoppacciose. Poi passatelo nella farina e fatelo dorare in una casseruola con qualche cucchiaio di olio. Nel frattempo preparate un trito grossolano degli aromi (carote, sedano, pomodori, prezzemolo), aggiungete una piccola presa di cannella, l’alloro e il rosmarino (www.cervarese. org).

  10. Lucia Says:

    @fabio: no per carità dài, i gatti e i cani lasciamoli in pace! Il coniglio di contro mi aggrada. Facciamo quindi che le stesse ricette le eseguirò col coniglio!

  11. fabio casella Says:

    Anche per la famosa lepre la marinatura nell’aceto dovrebbe andar bene!
    Appena la copo e la cucino trasmetto un resoconto, magari con qualche foto…

  12. Lucia Says:

    @fabio: ttenidamo resoconto dett ta glia tis si mo🙂

  13. fabio casella Says:

    ESATTAMENTE!! Queste Sono le gioie culi narie della vita!!!

  14. Leo71 Says:

    Cattivo, cattivo… cattivo!!!

    Siamo stati di recente a mangiare da Lucky Luciano… Iniziamo con una buonissima burrata e rughetta (un po’ cara 14Euro)… non abbiamo ancora finito di assaporarla che il “caro Guillaume/Proprietario” arriva con i menu dicendo con tono imperativo “dovete ordinare la pizza!”… ok ok!!! cosa fatta… la pizza é buona ma a Parigi per lo stesso prezzo c’é di meglio ve lo assicuro. Poi ordiniamo i dolci e continuiamo a chiaccherare tranquillamente quando Guillaume (sempre lui) arriva con il conto (che NON avevamo chiesto) dicendo di sbrigarci perché qualcuno sta arrivando per il tavolo… premettendo che fin dall’inizio il nostro tavolo non era riservato!!! Ultima cosa negativa a causa della pizza alla “carlofortina” tonno/peperoncino/tomate ho avuto i bruciori di stomcao tutta la notte, normalmente digerisco anche i sassi. Insomma locale molto alla moda ma qualita’ servizio e prezzi sono scadenti. Smettiamo di farci prendere in giro da gente che pensa che la ristorazione sia solo un buisness!!!

    Leo

  15. Lucia Says:

    @leo: cavolo, mi spiace davvero molto! Forse ora il locale risente del fatto che è divenuto molto alla moda, chissà…
    Tengo comunque conto di quanto hai detto e rifaccio prossimamente un salto….
    Una sola cosa: 14 euro a parigi per una burrata e rughetta ( e per di più buonie) non sono assolutamente molti. Ti assicuro che c’è chi fa pagare anche 20 euro per una burrata scadentina. Mangiare italiano a parigi bene costa caro (e in ogni caso parigi E’ cara)


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