Il senso di Radicchio per lo zen: Ghioza, i ravioli giapponesi

Photo by Lucia Pantaleoni – La Butterfly se cliccate sulla foto

Radicchio ama la cucina orientale e in particolare quella tailandese e giapponese. Negli anni, si è abituata agli straordinari profumi della prima e ai sapori semplici, essenziali e delicati della seconda. Dopo tanti anni di frequentazioni parigine in ristoranti cinesi e giapponesi, le è stato chiesto, nel quadro di un nuovo progetto…di dare la sua migliore ricetta di Ghioza, che sono ravioli nati come cinesi ma divenuti nel tempo patrimonio della cucina giapponese. Questo piatto viene generalmente accompagnato da un lamen, una zuppa decisamente copiosa e riconfortante che scalda l’animo radicchiesco nei lunghissimi e glaciali inverni parigini. Seduta in qualche ristorante della capitale vicina a giapponesi DOC, le pare ogni volta di essere catapultata in un altro paese, il Giappone per l’appunto, che si ripromette di visitare quanto prima per apprezzarne la straordinaria diversità ( e, diciamolo, per abboffarsi di sushi, una delle sue gradissime passioni).

I Ghioza sono dei ravioli ripieni di maiale, cavolo cinese, saké e il Nin o Lahé, una specie di cipollotto che troverete nei negozi di prodotti asiatici e che vedete nella foto. In alternativa, potete tranquillamente utilizzare il cipollotto.

Ghioza

Per una ventina di Ghioza:

60 g di carne magra di maiale tritata

120 g di cavolo cinese affettato finemente

20 g di nin oppure un bel cipollotto

2 g di zenzero grattugiato

un cucchiaino di salsa di soia

1 cucchiaio di saké

uno spicchio d’aglio grattugiato

una confezione di  pasta per Ghioza

3 cucchiai di olio di sesamo

Mettete in una ciotola la carne tritata, il cavolo cinese, lo zenzero, l’aglio, il nin, il saké, la salsa di soia, una cucchiaiata di olio di sesamo e un pizzico di sale. Mescolate con cura ( io lo faccio con le mani, si va molto meglio),  fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Farcite ogni dischetto di pasta gyoza con un cucchiaino abbondante di farcia. Umidificate con un dito bagnato, il bordo della pasta e chiudete formando delle pieghette su un lato del raviolo (questa operazione di ricamo non è indispensabile per la riuscita del piatto). Pizzicate bene i bordi perché la farcia non fuoresca. A mano a mano che i ghioza sono pronti, posateli su un vassoio cosparso di farina. (Abbiate anche cura di non tenere troppo a lungo all’aria la pasta che non lavorate, perché si essica)

Distribuete con una pennellessa l’olio di sesamo in una padella antiadesiva, poi unite i ghioza e aggiungete acqua in modo che siano coperti a metà altezza. Incoperchiate e cucinate a fuoco medio per 6 minuti, quindi scoperchiate e fate cuocere ancora per due minuti circa. Non rigirate i ravioli che dovranno essere rosolati solo da una parte.

Con una spatola servite i ghioza in un piatto da portata, accompagnandoli con una salsina composta da due parti di aceto di riso e una di salsa di soia. In alternativa, accompagnateli con olio piccante (in vendita nei supermercati asiatici).

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2 Risposte to “Il senso di Radicchio per lo zen: Ghioza, i ravioli giapponesi”

  1. Carola Says:

    vedo che l’avventura continua in altri paesi … copio e provo !! un abbraccio 🙂

  2. Lucia Says:

    @Carola: è una lunghissssima avventura, Carola! Un abbraccio a te 🙂


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