Sfogliatine alle mele – Chaussons aux pommes e … Paolo e Francesca

Photo by Lucia Pantaleoni

“Via quella stampella, Radicchio…”
“…”
“Può camminare senza, ormai.”
“E’ che ho un paura di…”
“Ecco, paura! Di che?
“Di cadere di nuovo…”
“Ora lei cammina bene, basta stampelle. Ha avuto una storta con lacerazione dei legamenti. I tessuti si devono ricostruire ma è sulla buona strada, cicatrizza bene. Non si spaventi però se tra tre mesi noterà che le due caviglie non sono ancora identiche.
“Come…? Tra tre mesi le mie caviglie non saranno..?”
“No ci vuole tempo: minimo tre mesi! Ma non se ne accorgerà nessuno, mi creda!”
“Beh, insomma…”
“Non abbia quell’aria distrutta! Guardi che progressi da un mese a questa parte! Lei non si è mai rotta nulla prima di ora, vero?
“No…e devo dire che non mi mancava…”
“Lo sospettavo. Guardi che la sua è una storta di livello 3, mica quella che hanno tutti! Una storta rara, per persone fuori dall’ordinario…”
“Dottore non prenda in giro…”
“Sono serio! Mi tolga quelle rughe dalla fronte su, Radicchio…”
“….E i tacchi? Quando potrò nuovamente indossare le scarpe con i tacchi?”
“Deve fare una sfilata, Radicchio? I tacchi sentirà lei quando sarà il caso di metterli! Continui la rieducazione tre volte alla settimana e cammini, cammini ché circoli sto’ sangue! Ma quando si sente stanca si fermi. Non forzi Radicchio, eh! Fa le scale?”
“No…oppure un piede alla volta”
“Faccia le scale! Le faccia normalmente!  Col tutore non teme nulla! Ah queste italiane…”
“Quando torno per il controllo?”
“Domani a pranzo…?”
“Dottore, su…”
“Dopodomani…?”
“Dottore, siamo seri…”
“Torni tra un mese allora, se proprio non vuole vedermi prima!”

Il dottore Burberòn , l’ortopedico che si occupa della caviglia di Radicchio, ha fatto camminare l’infortunata in lungo e in largo nel suo studio e in tutte le fogge: con o senza scarpe, con e senza tutore. Le ha chiesto di mettersi sui talloni e in punta dei piedi, poi in equilibrio sul piede destro e  sul sinistro. Successivamente, ha esaminato molto attentamente la caviglia radicchiesca, a lungo.
Infine, ha fatto uscire Radicchio dal suo ambulatorio con la stampella sulla spalla : “Così mi fa pubblicità” , ha aggiunto ridendo.
In effetti, i pazienti che nella sala d’aspetto l’avevano vista entrare con una stampella e un’aria più che funerea, hanno assunto un’espressione sbalordita del tipo “qui non siamo da un ortopedico, ma alla succursale di Lourdes”.

Radicchio ha riso molto nel corso della visita. Il dott Burberòn tra il burbero e il faceto, è senza ombra di dubbio il medico più spassoso e gioiosamente dissacrante che le sia mai stato dato di incontrare qui a Parigi.
Uscita da lì, si è sentita un po’ meglio. Allora, ha telefonato al cavaliere e le ha detto:
“Che dici se stasera ti faccio un filetto alla Rossini e ci beviamo insieme il  Castello di Ama che ci hanno regalato i  compagni di merende?
“Ottima idea. Io canterò la Traviata”, ha risposto prontamente il cavaliere.
Radicchio fu presa da un subitaneo e cieco entusiasmo. Dimenticando le raccomandazioni di non stancarsi del Dott Burberòn, ha pensato che per la colazione del giorno dopo, ora che non aveva più bisogno di stampelle, avrebbe potuto anche confezionare dei chaussons aux pommes ovvero, sfogliatine alle mele, (letteralmente “calzoncelli alle mele”) di cui aveva già tessuto le laudi qui.
Grazie alla sua ventennale presenza sul suolo gallico, può dire senza tema di smentita che di chaussons aux pommes ne ha assaggiati un bel po’, anche perché li ha sempre follemente amati. Ha imparato dunque a soppesarne la lucentezza dell’aspetto, il peso,  la  forma.  E poi la friabilità della sfoglia, il profumo della farcia e successivamente la consistenza più o meno sontuosa.
Dopo vari test, ha voluto realizzarli dandoci un tocco personale. Diciamocelo subito però: essendo questo un dolcetto a base di sfoglia e di composta di mele, la detta sfoglia deve essere assoluatmente perfetta, ovvero: burrosa, friabile, aerea, quasi angiolesca.
Confezionandoli, ha ascoltato Paolo e Francesca raccontato da Benigni. Non sa se abbia giovato ai chausson,  ma la cosa l’ha profondamente commossa. E questo non ha ancora capito se sia un male o un bene…

Sfogliatine alle mele – Chaussons aux pommes

2 dischi di pasta sfoglia di ottima qualità
600 g di mele
1/2 di cucchiaino da caffé di cannella
la scorzetta di mezzo limone bio
75 g di zucchero
60 g di mandorle tritate finemente
1/2 stecca di vaniglia 
un rosso d’uovo 

Pelate, detorsolate e  tagliate a fettine le mele.
Riducete in purea le mele mettendole sul fuoco in una casseruola con due cucchiaiate di acqua, lo zucchero e la stecca di vaniglia tagliate in due per lungo e raschiata.
Dopo dieci minuti unite la cannella. Proseguite per altri dieci minuti (ci vorranno venti minuti circa, in  totale).
Spegnete, eliminate la stecca di vaniglia, unite la scorzetta grattugiata del limone, le mandorle e  lasciate raffreddare.
Scaldate il forno a 200°C.
Dai due dischi di pasta sfoglia, con un coppapasta oppure con un piattino da frutta, ricavate 12 cerchi di 12 cm di diametro circa.
Ponete al centro di ogni disco una cucchiaiata di farcia, piegate a mezzaluna, sigillando bene i bordi con le dita perché il contenuto non fuoresca durante la cottura.
Pennellate con il rosso d’uovo leggermente sbattuto, evitando i bordi per consentire alla sfoglia di crescere e con la punta di un coltello tracciate con molta leggerezza delle linee trasversali (quest’ultima operazione non è indispensabile)
Infornate su una leccarda foderata di carta da cucina per 20 minuti circa.
Gustateli tiepidi.

Potete anche congelarli una volta cotti e raffreddati. Per scongelarli e averli tiepidi,  occorrerà un minuto circa a 180W.
Ottimo per la colazione!

5 Risposte to “Sfogliatine alle mele – Chaussons aux pommes e … Paolo e Francesca”

  1. Kja Says:

    Uno di quei dolci che potrebbero piacere tantissimo a mia madre: mele, sfoglia e mandorle, tutti gli ingredienti che adora. Vederti uscire con la stampella sulla spalla deve essere stata una scena meravigliosa😀

  2. Laura e Marco Says:

    Le vicende di Radicchio ormai intrigano la lettura e gareggiano per coinvolgimento anche più della vicenda amorosa dei più famosi ‘amanti’ di ‘divina commedia’. Comunque Burberòn ci piace per aver, metaforicamente, ‘buttato via’ la stampella di Radicchio: anzi aspettiamo fiduciosi che questo gesto venga compiuto con convinzione da Radicchio in persona! Nell’attesa potremmo suggerire una salsina dolce alla vaniglia, con cui siamo soliti accompagnare proprio le sfogliatelle alle mele suggerite da Radicchio …ma solo se Radicchio gradisce!😉

  3. Lucia Says:

    @Kja: credo che qualcuno debba aver pensato che davvero “tutto” è possibile🙂
    @Ragazzi: Radicchio ha eseguito gli ordini di Bureberòn e si è liberata della stampella😀 Ottima l’idea della salsina alla vaniglia con i chausson, aderisco all’dea più che volentieri!🙂

  4. Lucia Says:

    @ilgambero: sono tutta orecc…ooops occhi!🙂


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