Tortiglioni ai porri, salsiccia e porcini

Photo by Valery Guedes

Questa è una di quelle ricette dal sapore preciso, franco e  senza fronzoli: salsiccia, porri e porcini ed è tratta da una delle mie prime pubblicazioni dedicate all’argomento.
Ho scoperto la versatilità dei porri vivendo qui:  si associano molto bene con i sapori delicati  e attenuano gradevolmente quelli decisi, come in questo caso la salsiccia.
Quanto ai funghi so che non sono di stagione e ho quindi sostituito i freschi con i secchi.
Gustatevi questo leccornioso piatto in santa pace, con un rosso leggero dal profumo vinoso, mentre ascoltate  Jimmy Vaughan in Dengue Woman Blues

Tortiglioni ai porri, salsiccia e porcini

Dosi per 4 persone

320 g di tortiglioni rigati (o altro formato corto)
20 g di porcini secchi (oppure 200 di freschi)
300 g di salsiccia
200 g di porri
4 cucchiaiate di fiore sardo grattugiato
Vino bianco secco
Salvia
Olio extravergine di oliva

Sale e pepe

Mettete a mollo per 15 minuti circa in una tazza di acqua calda i porcini secchi.
Mondate e tagliate il porro a rondelle e la salsiccia a rocchi.
In una padella capace fate soffriggere il porro e la salsiccia con un po’ d’olio.
Unite i funghi scolati della loro acqua di vegetazione e tagliuzzati, sfumate con un bicchiere di vino, aggiungete qualche fogliolina di salvia, sale e pepe e proseguite la cottura per ancora qualche minuto.
Scolate i tortiglioni e spadellateli per qualche istante, dopo avervi aggiunto il pecorino. Servite.

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6 Risposte to “Tortiglioni ai porri, salsiccia e porcini”

  1. ilgamberorusso Says:

    Leggere la ricetta con questa musica è come ritrovarsi nel bel mezzo di un corteggiamento sostenuto e senza via d’uscita!
    ;-D

  2. Bianca Celano Says:

    Mi piace molto l’idea di una cena, un buon calice di vino e della musica…fantastico!!! Comunque io adoro il porro, e questo piatto è gustoso e semplice…giusto connubio!!!

  3. Lucia Says:

    @gamberoni miei beddi, mi descrivete un “corteggiamento sostenuto”? 😀
    @Bianca: solo uno di calice? 😀

  4. ilgamberorusso Says:

    …bella domanda!Un corteggiamento sostenuto è quello incalzante che ha termine solo in una conquista… chi lo ‘subisce’ è un ‘vinto’ che rimandando il momento decisivo ne rafforza solo l’intensità finale dilatandone i tempi senza interromperli, mai !Queste sono dimensioni molto vicine ad ‘altre’: un pezzo jazz segue le stesse linee emotive ma non ne è privo neanche uno zabaione in un latte caldo e caffè… io penso 🙂 e cmq il tuo spirito siculo si presta bene a definirne i contorni

  5. Lucia Says:

    @gambero: sono quasi certa che qui è marco che ha scritto 🙂
    L’argomento meriterebbe comunque una tavola rotonda : nel corteggiamentio chi è REALMENTE che “subisce” e chi “agisce”? Chi è davvero dipendente dall’altro? Vasta e credo già dibattuta questione cui noi potremmo dare una nuova veste musical-culinaria 🙂
    A proposito del mio spirito siculo, mi hai fatto venire in mente lei
    https://radicchiodiparigi.wordpress.com/tag/la-ragazza-con-la-pistola/ 😀

    • ilgamberorusso Says:

      Ebbene hai riconosciuto lo spirito del più romano dei due gamberi 😉
      la veste musicale del ‘chi subisce’/’chi agisce’ potrebbe essere quella di un tango…o rischiamo di cadere in un luogo comune?
      Scopriamo con piacere che la tavola rotonda può essere allargata anche al cinema: la ragazza con la valigia rientra perfettamente anche nel nostro immaginario… incantevole Monica Vitti, spettacolare la scena del rapimento!a presto dagli amici gamberi 😀


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