Idee menù per il fine settimana (e due o tre consigli su come vivere pericolosamente)

Photo by Lucia Pantaleoni

Radicchio insegue spesso mille pensieri (alcuni dei quali inutili E nocivi ad un tempo). Le capita perciò di essere un po’ distratta.
A periodi però, è una vera mina vagante, capace di compiere qualunque tipo di disastro.
C’è chi potrebbe raccontarvi di quando alle due di mattino o alle tre di pomeriggio, in pieno ferragosto, è venuto alla sua riscossa per  aprire la porta di casa in cui lei aveva furbescamente lasciato su le chiavi. Oppure di quando, non ricordando più a mezzanotte dove aveva parcheggiato l’auto alle nove, ha percorso in lungo e in largo la città alla ricerca dell’auto perduta. O di quella volta che… la lista è lunga.
Qualche giorno fa, ad esempio, è riuscita in un solo giorno a:
1 Uscire di casa con -15 gradi e perdere le chiavi per strada.
Radicchio ha rovistato affannosamente nella borsa più volte senza trovarle, avvertendo una rigidità crescente a livello della caviglia infortunata e sentendosi a poco a poco trasformare in gambadilegno.
Ha allora deciso di attendere l’arrivo del cavaliere (che non lavora proprio dietro l’angolo!) in un caffé, e le è venuto in mente (forse perché non riusciva a scaldarsi gli arti inferiori malgrado le due cioccolate bollenti che aveva trangugiato) che da tempo non vedeva nel portafoglio la sua carta di identità. Non ha creduto ai suoi occhi quando ha constatato che sì, era proprio riuscita a:
2 Perdere la carta di identità.
Memore delle traversie per ottenere la carta di soggiorno molti anni prima, in cui aveva dovuto scomodare un’associazione che si occupa dei rifugiati politici e successivamente  portare davanti alla Corte Europea il suo caso, le è venuto il coccolone. Vedeva prospettarsi l’incubo dell’amministrazione francese che anche avendole chiesto certificato di nascita fino alla decima generazione, numero di scarpe, taglia, marca di deodorante, ultimo film visto, impronte digitali, gruppo sanguigno, test del DNA, avrebbe respinto ogni sua richiesta con questa motivazione:  “Ci dispiace, ma lei non ci risulta, quindi lei non esiste. E anche lei esistesse, ha la carnagione troppo scura, quindi non è italiana”.
Radicchio si sarebbe trovata nell’ordine: scavigliata, senza chiavi e senza identità. Prossima ad un cedimento strutturale si è detta :  “Insipira-espira, Radicchio. Cercherai meglio quando sarai rientrata”.
Tre ore dopo, seduta a tavola e discutendo di tutte queste cose con un cavaliere imperterrito (ma che nondimeno iniziava a dare segni di stanchezza), Radicchio insospettita da un odore strano,  si gira e vede una fitta coltre di fumo venirle incontro dal lungo corridoio che separa il soggiorno dalla cucina. “Il petto d’anatra!!” urla, precipitandosi con la stessa agilità di gambadilegno verso la cucina. Ebbene sì, Radicchio era riuscita a:
3 Dare fuoco parzialmente alla cucina.
“Aiuto cavaliere!” chiamava con voce da soprano mentre le fiamme lambivano ormai le porte della credenza “C’è un problema! “
Il cavaliere è arrivato e ha iniziato a guardare il fuoco con la sua flemma proverbiale “Cavaliere! $****$! Che *$** guardi!!”
“Sto meditando sul da farsi”, ha risposto il nostro con calma olimpica.
Radicchio spazientita, si apprestava a gettare acqua sull’abbondantissimo grasso in fiamme. A quel punto sarebbe stata nell’ordine: scavigliata, senza identità e sfigurata/guercia.
Per fortuna il cavaliere, che pareva fino a quel punto in adorazione del dio fuoco, è  intervenuto e ha sedato le fiamme.
Poi ha guardato  Radicchio e le ha detto: “Dio ha fatto il mondo in sette giorni, tu sei riuscita a fare 3 danni nel giro di poche ore. Complimenti.”
Inutile dire che Radicchio si è zittita dicendosi che ci sono giorni in cui dovrebbe restare tappata in casa e immobile.

                                                         ***

Dopo settimane durante le quali poco mancava che ci cospargessimo il corpo di grasso di foca per contrastare un freddo  polare con tanto di pinguini parcheggiati sotto casa pronti con gli sci in mano, e abbiamo abbondato con piatti decisamente  corposi,  la leggerezza si impone.
Per questo fine settimana, un menù a base di pesce: un primo di gnocchetti  di branzino (o orata) e salsa di cozze. Come secondo, un gransoporo. E per chiudere, una mousse al cioccolato, che  sta sempre bene in un menù a base di pesce.
Per accompagnare il tutto (ma anche mentre state cucinando) si consiglia questa suggestiva Down on the ground interpretata da Dianne Reeves: il ritmo è perfetto, ad esempio, per spadellare i finti gnocchetti proposti nel menù, in compagnia  di un calice di Chardonnay.  Radicchio farà attenzione a non spadellare il bicchiere di Chardonnay e bere la padella rovente con gli gnocchetti.

Finti gnocchetti di branzino con salsa di cozze: “finti” perché la farina è in quantità infima: funge da legante il pane ammollato nel latte. Sono molto delicati e le cozze conferiscono un pizzico di mordente assai intrigante. Gli gnocchi, poi, vengono rosolati in un filo d’olio con i pomodorini e non cotti nell’acqua.

Granchio in casseruola (Gransoporo in cassopipa): è una ricetta che riscontra sempre un grande successo: profumata, leggera e vagamente peccaminosa per l’assenza di posate, o non vi gusterete il piatto.

La mousse al cioccolato di Christophe Felder. E siccome ci eravamo presi indietro con le calorie, rimediamo subito con questa delizia del celebre e simpatico pasticcere, che ormai non ha più bisogno di presentazioni.

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5 Risposte to “Idee menù per il fine settimana (e due o tre consigli su come vivere pericolosamente)”

  1. ilgamberorusso Says:

    Propongo una pubblicazione su “Le storie di Radicchio” avvincenti, umorismo colto che appassiona con il risultato di una lettura ‘avida’ del seguito 😀 Chissà Freud cosa avrebbe detto di questa inconscia disposizione a rimaner ‘chiusa fuori’ anziché ‘dentro’ (‘fuori’ casa: senza chiavi; ‘fuori’ Francia: senza documenti) quanto al menù del fine settimana lo trovo entusiasmante: un buon modo di consolarsi se non addirittura rimuovere il ricordo delle recenti disavventure!a presto

  2. ilgamberorusso Says:

    in molti punti del mio messaggio ha preso piede una ‘s-grammatica’ che denuncio!;-)

  3. Alessandra Bani Says:

    felder mi sta davvero simpatico (oltre ad essere bravissimo) e nel post di oggi ti sei davvero superata!!
    ho riso tantissimo!!
    n.b.: vorrei seguire il corso di felder sui macaron (nella sua ecole felder di strasburgo) ma ho qualche timore di non essere all’altezza. tu per caso ne sai qualcosa?
    merci…
    (ho il tuo libro sulle madeleines, devo dire che sono sempre un successo: grazie!)
    alessandra

  4. dipock Says:

    Essendo tra quelli/quelle che alle due del mattino sono venute in tuo soccorso per farti rientrare in casa, mi sento autorizzata ad intervenire anche qui!:)) mi hai fatto morire dal ridere!! immagino te e il cavaliere imperterrito e olimpico nonostante il Radicchio e mi sembra di vedervi. Per chi non ti conoscesse di persona, posso assicurare che è tutto vero!!!
    ciao radicchiona, ti scrivo privately:))
    elena

  5. Lucia Says:

    @gambero: ti ringrazio 🙂 Quanto a Freud hai proprio ragione: chissà se a causa mia non sarebbe costretto a rivedere tutte le sue teorie 😀
    @Alessandra: sì, i corsi di Cristophe mi hanno detto essere veramente alla portata di tutti. E poi lui è un tipo simpatico, alla mano, non se la tira proprio per niente! Grazie mille: sono proprio felice che le mie madeleiens ti siano piaciute, anche eprché quello è uno tra le mie pubblicazioni, cui tengo particolarmente 🙂
    @dipok: eggià, tu sai 🙂 E poi, c’è da dire che “quella” volta in particolare, la mia distrazione fu particolarmente “perversa”: riuscii a ricordare che le chiavi di casa le avevo lasciate in auto, solo quando la serranda del garage d si era completamente chiusa. Il garage, naturalmente, era “apribile” solo dall’interno della casa che aveva porte e finsetre sbarrate con la sicura. Evvai… Non credo si possa f


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