Un menù per il fine settimana

Dopo settimane in cui Radicchio ha dormito come un ghiro, stamani ore 4, era sveglia e si rigirava nel letto.
Ieri sera è stata invitata dal suo editore all’inaugurazione dell’annuale fiera del libro in cui si è rilassata e  ha conosciuto tante persone nuove. Un signore  le ha detto:
“Lei ha come come un accento esotico…”
“Beh, che esotico e esotico, sono italiana!” ha risposto suo malgrado con una malcelata vena polemica e un piglio da personaggio goldoniano, che ne avrebbe scoraggiato più d’uno.
“Ecco, appunto, italiana… ” ha proseguito invece il nostro imperterrito. “Gradisce un calice di champagne?”
“Molto volentieri”  ha  prontamente risposto Radicchio.
In men che non si dica, il signore è  tornato con in mano con l’ottima bevanda e un macaron color violetta:
“Le ho preso anche questo. Mi sono detto che questo è un colore che le piace.”
Radicchio non ha commentato, ha  ringraziato e si è gustato il macaron anche per non finire ciucca.
Tra una cosa e l’altra si è coricata all’una. Nel frattempo, la caviglia è passata dalla taglia di un mandarino a quella di un’ arancia sanguinella. Forse anche per questo stamani alle 4 era sveglia.
Allora, dopo qualche esitazione, ha deciso che era meglio approfittare per sbrigare un po’ di lavoro in arretrato.
Alle ore sette, il cavaliere si è alzato, è venuto a salutarla e guardandola le ha detto: “Secondo me dovresti tornare a letto, Radicchio.”
“Tanto non riuscirei a dormire. Meglio che mi porti avanti.”
Alle ore dieci, complice la stanchezza e la parca colazione, Radicchio vede frapporsi tra lei e lo schermo del Mac un oggetto che passa a tutta velocità e che ha le inquietanti parvenze di un salame.  Come una sorta di legge del contrappasso “ante tempus”, insomma.
Si sente addentata dai morsi della fame e non avendo ahilei un salame a portata di mano, decide per un bel bicchierone di spremuta, un misto cereali con latte e un uovo all’occhio di bue (bio! le uniche uova che qui abbiano una qualche parvenza e sapore di uovo) adagiato su del pan carré tostato, ovvero le merendone che si concede in casi estremi, quando ha dormito pochissime ore e sa che, una volta tanto, il suo fisico consumerà alla grande.
Ore 11, nonostante la colazione-brunch, Radicchio sente che non ce la fa più dalla stanchezza e allora decide di coricarsi per un paio di ore. Mentre conta le pecorelle, pensa con invidia a quei super manger che riescono a dormire tre o quattro ore per notte e sono freschi come rose. Ma questo pensiero lungi da rilassarla, la turba ulteriormente.
Risultato: oggi Radicchio è uno zombi.

Questi i suggerimenti per un fine settimana che qui sia annuncia spiccatamente primaverile con sentori d’estate (parigina, ovviamente)

Spaghetti con ciliegini, guanciale e rosmarino

Lumache al finocchietto e pomodoro 

Madeleines alla vaniglia

PS  Radicchio ha scoperto con grande piacere che vi sono nuovi lupacchiotti che la seguono dai luoghi del mondo più impensati: Russia, Argentina, Germania, Brasile, Indonesia, Stati Uniti… e ne è molto felice.

2 Risposte to “Un menù per il fine settimana”

  1. ilgamberorusso Says:

    Le storie di Radicchio sono esilaranti e mi fanno ogni volta fantasticare su come sarebbe bello diventare ‘amichetti’ inseparabili di merende: insomma peccato essersi persi quel cipiglio goldoniano con cui radicchio ha sistemato il malcapitato interprete di improbabili esotismi…meno male almeno quel calice di champagne!
    “Oggi mi fermo – mi son detta – scrivo a Radicchio, faccio una cosa che mi piace e mi sento normale!” Ci sono dei giorni così frenetici in cui cado nell’inganno dei criceti: corrono corrono e non capiscono che per fermare la ruota devono fermarsi. I tuoi spaghetti mi attirano molto, in genere sono la mia matriciana estiva ma con un piccolo segreto: in genere io i pomodorini li cuocio in padella e con aglio e basilico separati dalla pancetta a cui riservo un trattamento separato; dopo averla fatta sfrigolare la aromatizzo con dell’aceto balsamico, quel tanto che serve ad annerirla dandole un aspetto bruciacchiato (è veramente un ottimo e insospettabile abbinamento!); alla fine manteco il tutto. A presto!:-D

  2. Lucia Says:

    @gambero: ti ringrazio e a mia volta fantastico su possibili scambi cultural-gastronomici parigi-roma (città che personalmente me fa sogna`per tante ragioni tra cui una fantastica cacio e pepe gustata da Felice qualche anno fa) Quanto al piglio, credimi, talora lo assumo mio malgrado, ma alla fine è quasi sempre giustificato poiché lo metto in atto quasi sempre quando mi sento anche vagamente infastidita dalle “uscite” di certe persone, in particolare se masculi😉 E’ fatto per scoraggiare-terrorizzare insomma, ma talvolta sortisce l’effetto esattamente opposto…
    Molto stuzzicante la tua proposta: l’aceto balsamico è una bella idea e anche le cotture separate che hanno un loro perché, come insegnano certi grandi chef francesi (pernso al manzo alla bourguignonne di Loiseau, ad esempio)
    E’ sempre un piacere, a presto🙂


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: