La crostata di pesche della Cucina Italiana


Photo by Lucia Pantaleoni

La crostata di pesche della Cucina Italiana (degli anni ’50?) è una ricetta alla quale sono particolarmente affezionata poiché segna i miei primissimi passi in cucina, prima come semplice “aiutante” di mia mamma, poi come esecutrice della ricetta a parte intera. Ricordo le “impalcature,” come le chiamavano le mie compagne di classe (che venivano ad assaggiare le mie “produzioni”)  che tenevano in piedi il bordi di pasta frolla “pericolanti”  dopo che avevo troppo lavorato la  frolla.
Le mie prime prove in cucina, quindi, furono i dolci. Seguì una brevissima parentesi salata, con il  “riso alla libanese”. La ricetta, che prevedeva  ben 7 dico sette spicchi d’aglio crudo, provocò l’allontanamento  di tutti i possibili  vampiri esistenti, chiudendo almeno momentaneamente la mia esperienza con il salato. Recuperai il tempo perduto qualche anno più tardi.

Di questo dolce mi piace molto la frolla, decisamente burrosa, i bordi della torta spessi e friabili, quasi un dolce nel dolce. Nel centro, la pasta opppone solo una leggera resistenza e poi c’è subito la frutta, creando un contrasto croccantino-morbido. E’ una torta da merende, secondo me, più che da fine pasto, a meno che quest’ultimo non sia leggero.
Poiché il tempo dedicato alla cucina è perfetto anche per l’ascolto, vi consiglio questo bellissimo pezzo.

Con questa ricetta voglio omaggiare Carola che l’anno scorso ci ha accolte nella casetta delle pesche per la raccolta annuale…delle pesche.

 Crostata di pesche della Cucina Italiana

 600 g pesche o albicocche fresche (o sciroppate)*

300 g farina bianca

200 zucchero 

200 g burro (meglio se salato francese)

1 limone (la scorzetta grattugiata)

2 uova

3 savoiardi

Sale 

Intridete il burro morbido, a pezzetti, con la farina e 150 g di zucchero, la scorzetta del limone grattugiata, strofinando gli ingredienti tra le mani per ottenere un mucchio di briciolame da impastare sulla spianatoia con i tuorli e una presa di sale. Lavorate la pasta brevemente solo per  amalagamare gli ingredienti,  poi fatene una palla, avvolgetela in un foglio di pellicola e mettetela a riposare in frigo per circa un’ora.  Stendete 2/3 della pasta frolla su carta da forno, poi trasferitela uno stampo di 24 cm  facendola leggermente debordare dallo stesso.
Distribuite sulla pasta  i savoiardi sbriciolati, quindi le mezze pesche  capovolte dalla parte del taglio e spolverizzate con lo zucchero restante. Con la pasta rimasta, usando la rotellina dentata,  fate striscioline larghe 1 cm e mezzo che accomoderete sulla frutta facendo un reticolato. Pareggiate e rivoltate la pasta ai bordi riuchiudendo nel bordo l’estremità delle striscioline che formano il reticolato e pizzicate tutt’attorno la pasta. Mettere la crostata in forno già caldo a 165° C per 40 minuti.
 Quando la crostata sarà appena dorata, sfornatela e, dopo una ventina di minuti sformatela  mettendola su un griglia a raffreddare.

NB Se utilizzate le pesche sciroppate, diminuite la quantità di zucchero ( 150 g in tutto) che inserirete solo nella frolla.

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12 Risposte to “La crostata di pesche della Cucina Italiana”

  1. Ilgamberorusso Says:

    La crostata é un dolce che rivendica per ognuno di noi i suoi modi e le sue abitudini, insomma i suoi natali in base al metodo di famiglia … La mia ad esempio è con mele e marmellata di arance. questa che proponi mi incuriosisce molto per la presenza delle pesche che sono un buon elemento morbido con la frolla. A presto laura

  2. Lucia Says:

    @ilgambero: molto interessante arance+ mele! la variante della ricetta qui sopra, con le albicocche, è egualmente molto interessante, percgé dà uan dota leggermente asprigna al tutto!

  3. Anonimo Says:

    sostituisci i savoiardi con gli amaretti e avrai un profumo più invitante

  4. Lucia Says:

    @Anonimo: molto interessante! :-))

  5. Angela Says:

    Sei stata una temeraria a voler cominciare con ben 7 spicchi d’aglio, della serie “o tutto o niente” 🙂
    Mi ha molto incuriosito la descrizione della tua frolla, adoro le frolle di buon spessore ma molto friabili, la provo sicuramente. Un saluto, Angela

  6. Lucia Says:

    @Angela: più che temeraria, incosciente, direi! Fammi sapere:-)

  7. Tina Castano Says:

    Questo week-end proverò a fare la tua crostata. Io, con i dolci, sono una frana. Dò sempre la colpa al mio forno! Una domanda solo: con il limone che ci faccio! Grazie
    Tina

  8. Lucia Says:

    @Tina: me stordita! Ho corretto. Del limone grattugi la scorzetta e lo unisci allo zucchero, farina etc, come spiegato.
    ATTENZIONE e lavorare la pasta quel tanto che basti a amalgamare gli ingredienti per formare una palla liscia e soda. Se lavori troppo la pasta, questa tenderà a sbriciolarsi. Se non ti riesce, sappimi dire, ma anche se ti riesce. Al massimo ti faccio vedere come si fa! 🙂
    PS Per essere sicura della temperatura del forno, compera un termometro per forno (da Ikea ne vendono per pochi euro!) e testa! E’ vero che il forno puo’ essere uno dei responsabili delle nostre “disfatte culinarie”. Ma ricorda: attenta a non lavorare troppo la pasta! 🙂

    • Tina Castano Says:

      Sono soddisfatta! Una crostata come Dio comanda: consistente ma friabile e morbida, che ben si è legata con le pesche fresche che hanno rilasciato il loro succo sulla pasta frolla, dolce al punto giusto (ho sbriciolato 4 amaretti toscani al limone!!, non avevo altro). Ho seguito il tuo consiglio di non lavorarla troppo e questo deve aver fatto la differenza!. Grazie per la ricetta ed i suggerimenti. Unico neo: non sono riuscita a stenderla bene e a fare il reticolato bello come il tuo, in quanto mi si appiccicava troppo al matterello e alle mani. Ho fatto un po’ di fatica a comporla e il risultato estetico non era dei migliori. Ma era tanto buona!
      Tina

  9. Lucia Says:

    @Tina: benissimo! Allora per quanto riguarda “l’appiccicosità”: sicura di aver messo il burro previsto e non di più? E il burro era uniformemente distribuito? In ogni caso la prossima volta ti consiglio di stendere la pasta tra due fogli di carta oleata, avendo cura di spolverizzare con un minimo di farina il mattarello e la parte superiore della pasta 😉

  10. Carola Says:

    ciao Lucia, cercando una foto nel tuo blog ho scoperto questo post ! grazie 🙂 magari in occasione della prossima raccolta la prepareremo insieme!


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