Qualche considerazione aspettando il prossimo post

Durante questo lungo periodo, Radicchio ha attraversato l’Italia da sud a nord e fatto tutta una serie di scoperte che le hanno procurato trasecolamenti e anche qualche entusiasmo. Ma anche perplessità e preoccupazione… Perché quando si gusta l’eccellenza, poi non vorremmo niente di meno. E qui iniziano i problemi.
La sopressa di Davide la mangi solo da Davide: vane sono state fin’ora le ricerche radicchiesche in merito. Tutte le altre hanno un retrogusto di industriale o pseudo casalingo, sono troppo o non abbastanza stagionate, o sono solamente “buone”. Allora Radicchio chiede: “Davide, dove posso trovare una sopressa come la tua?” Risposta: “A casa mia.” Se insisti si arrabbia,  semplicemente perché non ci sono altre risposte possibili. Ecco che riceverne una in regalo da lui, diventa una sorta di evento epocale, come scrivevo qui.

Lo spiedo come lo fa Tony, non ha eguali.
Commossa, Radicchio rimembra ancora il grasso-magro straordinariamente fondente del maiale, con accanto un pezzetto di pollo morbido con pelle croccantina. Il risultatato paradisiaco è frutto di cura e pazienza certosine prima nella confezione, poi nel cottura, che deve essere lunga e lenta. Radicchio ha visto con i suoi propri occhi increduli il nostro, infilare pezzo dopo pezzo, con quei  gesti calmi e sicuri che solo una lunga esperienza può dare, dell’ottima materia prima inframezzata da lardo e poi salvia, quella stessa che poi accarezzava gradevolmente le narici al momento della degustatio fatta davanti ad un panorama mozzafiato, al fresco…

I gamberi mangiati in Sicilia, crudi, quando e dove li troverà ancora così, se non in Sicilia? E vogliamo parlare delle granite di Corrado Assenza a Noto, o del suo torrone alle mandorle e  Caffè Blue Mountains?

Ma al di là delle esperienze sensoarial-gustative, Radicchio ha fatto le seguenti scoperte:

  1. un gran cuore e signorilità in personaggi che la grande visibilità mediatica avrebbero potuto facilmente come minimo “traviare”. Parlo dello chef Ciccio Sultano e della sua straordinaria accoglienza di cui serba un ricordo commosso e in qualche modo, indescrivibile.
  2.  luoghi non lontani dalla sua città di origine, dove puoi vedere nel contempo la pianura e più in là, all’orizzonte la laguna di Venezia. Praticamente il massimo. Montagna, pianura e più in là Nettuno, adorato da Radicchio. Quello che segna l’orizzonte, ma che nel suo essere sconfinato pare offrire infinite possibilità. E poi vedere le cose dall’alto conferisce un certo distacco e prospettive diverse.
  3. la presenza nel  mondo del vino di alcuni outsider e visionari che con grande modestia e umiltà perseguono indisturbati la loro filosofia di vini naturali, incuranti delle critiche e delle scomposte reazioni di alcuni specialisti del ramo. Parlo di Josko Gravner, uomo straordinario e vero artista del vino.
  4. un modo di fare musica che rende il repertorio scelto aereo, magico, etereo. Mi riferisco a Pianezze in classica, dove musicisti si succedono all’aria aperta dinnanzi a paesaggi incantati a 1500 metri di altitudine …
  5. gesti ancestrali di cui Radicchio sapeva ma che non aveva mai visto da vicino: la confezione del formaggio, ad esempio. Ha visto come si fa il formaggio dalla a alla z. E le sono venute delle idee… Poi  le è venuto in mente il libro di Piero Camporesi, “L’officina dei sensi” di cui vi ha già parlato qui. Nella stessa occasione, è stata principescamente invitata a fermarsi a pranzo e più precisamente a gustare uno spiedo con pezzi da 90, confezionato dal maestro del settore, Tony, chiamato a giusto titolo “Tony Capo”. Esperienza gustativa al di là di ogni limite. E umana. Grande accoglienza e grande cuore. Si è ricordata in quella occasione come spesso le persone di poche parole siano di grandissimi fatti.
  6. malghe dove d’improvviso, nel calore pomeridiano stemperato da un venticello fresco, appaiono come in un miraggio cavalieri al galoppo che paiono usciti da un film. Scendono con grande agilità, si bevono una birra e poi se vanno. Sogno o realtà? Poco importa…In ogni caso le è venuto in mente questo bel pezzo di Pino Daniele e Richie Evans “Gay cavalier“.

In questo periodo Radicchio cucina poco ma assaggia, annusa, sperimenta, scopre molto. Ci sono momenti per creare ed altri per stare a guardare e assimilare.

4 Risposte to “Qualche considerazione aspettando il prossimo post”

  1. elena Says:

    Radicchio e i (quasi) cinque sensi: vede, ascolta, annusa, gusta e pensa. Bel pezzo, anche per una che mangia zucchine lessate!🙂

  2. Lucia Says:

    @elena:😀

  3. Ilgamberorusso Says:

    Bello questo post!trovo interessante l’abinamento cavalieri erranti e formaggi un po’ alla gola un po’ agli occhi😉 è sempre un piacere leggerti!a presto i gamberi

  4. Lucia Says:

    ilgambero: grazie! devo dire che anche io amo gli abbinamenti gola e occhi :-))


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