Il vino “rosso tango” di Damijan Podversic

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                                                                                                                                             Damijan Podversic

Photos by Lucia Pantaleoni

In quale regno o secolo e sotto quale tacita
Congiunzione di astri, in che giorno segreto
Non segnato dal marmo, nacque la fortunata
E singolare idea di inventare la gioia?

Con autunni dorati fu inventata. E il vino
Fluisce rosso lungo mille generazioni
Come il fiume del tempo e nell’arduo cammino
Ci fa dono di musica, di fuoco e di leoni.
Nella notte del giubilo e nell’infausto giorno
esalta l’allegria o attenua la paura.
E questo ditirambo nuovo che oggi gli canto
Lo intonarono un giorno l’arabo e il persiano.
Vino, insegnami come vedere la mia storia
Quasi fosse già fatta cenere di memoria.

Sonetto al vino – Jorge Luis Borges

“Invito sempre a sentire quel che il vino ha da offrire, senza richiedergli nulla ” – Sandro Sangiorgi

Tutto è iniziato con un Kaplja di Damijan Podversic.

A volte il vino è un affare di cuore, per la precisione di coup de foudre: trova grazia ai sensi tutti, subito e senza una particolare ragione. Solo in un secondo tempo, riusciamo a distinguere le sensazioni che ci regala. Allora capiamo che di lui amiamo proprio tutto.
I vini di Damijan  impari a guardarli a lungo prima di annusarli. E continui a guardarli  incredula e trasognata, anche tra un sorso e l’altro.
Rossi? Aranciati? “Sono rosso tango”, mi disse chi questi vini me li ha fatti scoprire.
Ipnotizzanti, ammalianti, coinvolgenti come il fuoco, alla vista trasmettono subito una sensazione di calore sensuale. Mi sono trovata più volte a chiedermi perché ero così attirata, intrigata, rapita dal loro colore. La riposta è venuta da sé:  i vini di Damijan Podversic hanno il colore e calore dell’Amore.

Il naso, è una promessa costante e mai disattesa di quel che avremo sulla lingua, nel palato, nello spirito: sensazioni, ricordi, emozioni antiche e a venire. Una sorta di Paradiso Perduto e di Paradiso tout court.
Si annusano e riannusano più volte prima di assaggiarli. Perché il naso è di per sé un’esperienza unica che si apre su labirinti magici e deliziosamente inattesi.

Il bocca c’è una sensazione di dolcezza mai stucchevole unita a salinità, giusta alcolicità e persistenza gustativa piene. Il piacere dato dal profumo si amplia, estende. Come i cerchi concentrici formati inevitabilmente da un sassolino gettato in un lago. E nel contempo questo piacere ci permea:  il nostro essere pare fungere da cassa armonica del “liquido odoroso”.
Bere un vino di Damijan è come intraprendere a piedi nella luce dorata di un tardo pomeriggio estivo un viaggio carico di promesse emozionanti.
Guardare, annusare, sorseggiare:  tre gesti che si concatenano e susseguono in un’ antica e magica danza nuziale.
“ Vino, insegnami come vedere la mia storia / Quasi fosse già fatta cenere di memoria. ”

Bianco Kaplya IGT :  40% Chardonnay, 30% Malvasia Istriana e 30% Friulano
Ribolla Gialla IGT : 100% Ribolla Gialla
Pinot Grigio IGT : 100% Pinot Grigio
Malvasia IGT : 100% Malvasia Istriana
Nekaij IGT  100% Friulano (Tocai)
Prelit: 70% Merlot – 30% Cabernet Sauvignon

Solforosa: tra i 30 e i 50/l a seconda delle annate

 

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