Come ti faccio perdere in un labirinto sensoriale: Cake cioccolato e fior di sale di Hermé


Photo by Lucia Pantaleoni

…E se potessimo avere un dolce col cioccato nel cioccolato? No, non sto parlando delle semplici pepite preconfezionate, alludo a qualcosa di più consistente, morbido e disposto in un’apparente disordine all’interno di un dolce che è GIA’ al cioccolato. In modo tale che, fin dal primo morso, le narici ebbre del profumo di cacao, incappano del tutto “casualmente” in una porzione semifusa di cioccolato al fior di sale, che ne esalta il sapore.
Una sensazione da non sapere più dove inizia il cake e dove finisce il cioccolato fuso…
Voi non ci avreste mai pensato. Hermé l’ha fatto. Uomo di poche parole e di molti fatti. Leggi il seguito di questo post »

Rocher home made

Photo by Lucia Pantaleoni

“Una leggenda atzeca voleva che i semi di cacao, dono del dio Quetzalcoatl, derivassero dal sangue di una principessa: amari come la sofferenza d’amore, forti come la virtù, rossastri come il sangue…”
Il cioccolato è fluido, forte, godereccio, caldo, sinuoso e avvolgente… Leggi il seguito di questo post »

Plum cake al cioccolato e olive taggiasche di Pierre Hermé

Photo by Lucia Pantaleoni

Lo dico sempre che i grandi cuochi sono per me degli artisti a parte intera. La tecnica la conoscono alla perfezione e poi con l’infinita tavolozza di sapori e  profumi sanno comporre piatti a cui mai e poi mai noi poveri mortali avremmo pensato. E questa ricetta di Hermé ne è un esempio: l’unione di cioccolato al 70% di cacao (72% per l’esattezza) e le olive taggiasche. Sono accostamenti, dicevo, quantomeno inusitati. Quando però assaggiate l’uno e l’altro insieme  (in realtà è un plum cake senza lievito),  l’accostamento vi pare, come dicono qui, un’évidence, ‘na cosa quasi ovvia, insomma. Sì, facile dirlo DOPO..:-D

Leggi il seguito di questo post »

Una pasticceria a Parigi: Dalloyau


Photo by Lucia Pantaleoni

La confezione: una scatola liscia marrone, attraversata verticamente da un morbidissimo nastro rosso sapientemete intrecciato.
E’ necessario un lasso di tempo che definirei perfetto  per aprire una scatola di cioccolatini di Dalloyau: nè troppo, per non spazientire il goloso che è nascosto in ognuno di noi; nè troppo poco,  per avere il tempo di apprezzare il sapiente gioco di intrecci del nastro sull’elegante scatola ed imbattersi sulla carta di seta che ricopre i cioccolatini allineati come tanti soldatini… Leggi il seguito di questo post »

10 ragioni strettamente culinarie per ricordare il 2009

 
 
 
 
 

Ovvio che ce ne sono anche altre, ma questo è un blog quasi esclusivamente culinario e non la posta del cuore :-)
Allora, eccovi qui le dieci ricette tra le più gettonate
. Che poi alla fine sono tra quelle che preferisco anch’io (normale, visto che “big minds think alike” :-)… Leggi il seguito di questo post »

Il morbido al cioccolato di Pierre Hermé

Moelleux-Pierre-Hermé
Photo by Marciespics

Christophe Felder contro Pierre Hermé: non è una sfida da poco. La definirei piuttosto una lotta tra titani…Sì, perché qui vi ho dato la ricetta del morbido al cioccolato di Felder ed ora… vi dò quella di Pierre Hermé. Leggi il seguito di questo post »

La mousse al cioccolato di Christophe Felder

moussePhoto by tr1stero

Cristophe Felder è un pasticcere meno mediatizzato di altri. Ingiustamente, a mio parere, poiché le sue ricette sono deliziose. Quella che vi propongo oggi, è una mousse al cioccolato che oltre ad essere estremamente golosa è più leggera della ricetta “classica” che prevede burro ed una quantità straosferica di uova! Leggi il seguito di questo post »

I macaron al fior di sale e caramello al burro salato di Pierre Hermé

macaron hermé

Photo by yuichi.sakuraba

Una premessa: non sono mai stata una grande estimatrice dei “macaron”. Li ho sempre considerati una delle numerose mode culinarie  che regolarmente scoppiano qui a Parigi ma che non sono necessariamente di un grandissimo interesse,  ma fanno, appunto, così tendenza..!
Non che mi dispiacciano, sia chiaro, ma non mi sono mai parsi un tipo di dolce per cui valesse la pena versare fiumi di inchiostro, dedicare pagine e pagine su riviste specializzate, per non parlare dei libri sull’argomento…!
Una visita qualche tempo fa alla pasticceria Ladurée,  non aveva fatto che confermare la mia idea: al di là della confezione molto elegante, dei colori pastello (che poi sono coloranti!) delle meringhe che racchiudono le cremine di cui sono costituiti questi dolcetti, niente di particolare da segnalare.
E poi… poi questo fine settimana così freddo e uggioso da abbligarci ad annullare una capatina programmata da tanto tempo in Borgogna, dopo un ottimo “ramen” che ci ha scaldato cuore e spirito, siamo passati  per caso in rue Cambon e lì che abbiamo visto…? Leggi il seguito di questo post »

Il tortino morbido al cioccolato col cuore di zenzero candito di Christophe Felder

tortino-zenzero

Photo by Pandemia

Ieri era un giorno speciale, si festeggiava un compleanno. Ho fatto un menù a base di pesce accompagnato dall’inizio alla fine da Champagne Taittinger. Gli spaghetti asparagi, tonno e pomodorini di Löste mi ispiravano assai, all’ora visto che dal pescivendolo il tonno era stupendo, ho voluto sperimentarli: davvero sfiziosi. Di secondo, un rombo condito con salsa di vongole e peperoni . Si tratta di una ricetta della Cucina Italiana.
E come sanno tutte le persone che mi conoscono un pochino, dopo un menù di pesce io adoro il cioccolato. Allora ho optato per il tortino morbido al cioccolato  e cuore di zenzero, del grande pasticcere Christophe Felder. Ho fatto metà dose  e usato un uovo solo. Poi, invece di versare la crema in cinque tazzine come indica la ricetta, l’ho trasferita in stampini di 7 cm di diametro che non ho messo in freezer (si, lo so, sono molto indisciplinata…), come indicato nella ricetta per 1 ora, ma li ho passati direttamente in forno. Risultato perfetto e altamente godurioso, come sempre del resto, con questo dolce… Leggi il seguito di questo post »

Sfogliata alla crema frangipane di Pierre Hermé

galette

Photo by Yuichi Sakuraba

E’ con grandissimo ritardo che vi presento questo dolce tipicamente “befaniano” , la Galette des rois, ovvero il Dolce dei Re Magi. Anche se, a pensarci bene, è una ricetta che potete eseguire al di fuori delle festività trattandosi di una sfogliata comunque deliziosa.
Nella preparazione è nascosta una fava la cui  tradizione rimonta al XIII secolo quando era considerata il simbolo della vita. Ben presto, la fava fu sostituita da altri oggetti: re, regina di porecellana, ecc.
Tradizionalmente chi mangiando la sua fetta di galette trova la fava, è nominato re  o regina e viene incoronato con la corona di carta che troverete sempre con questo dolce.
(Credo che i dentisti si sfreghino le mani sotto le feste: il numero di denti spaccati in questo periodo deve crescere  a dismisura. Le fave sono un vero attentato ai denti!)

Tutti i fornai (sì perché qui i fornai tengono anche le paste) ed i pasticceri vendono la Galette, ma cose sempre accade, c’è Galette e Galette…
Quelle buone hanno una sfoglia leggera e friabile, con la crema frangipane morbida e profumata. Insomma, addentare una buona fetta di galette è come mordere un pezzo di paradiso e le sensazioni che se ne traggono sono molto ma molto simili a quelle che vi descrivevo a proposito del Chausson aux pommes
Dopo aver provato varie ricette, mi ha convinto quella del pasticcere Pierre Hermé trovata nel sito di Phanie.
Se invece passate da queste parti e volete comprarvene una di favolosa, potete andare in una delle pasticcerie  DollayaouLenôtre

Leggi il seguito di questo post »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 108 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: