Madeleines uvetta e roquefort

Photo by Alexia Janny

Eh, non potevo non tornare su uno degli amori della vita mia, quello che mi fulminò sulla via di Damasco qualche anno fa (era il 2007) e che mi ha dato spunto per un libro che continua ad andare a gonfie vele qui in Francia, ma anche in Italia, Olanda, Giappone…
Sto parlando delle Madeleines, of course, che oggi vi propongo in forma salata. Quella di oggi infatti è una ricetta tratta dal mio ultimo libro uscito Bouchées apéritives di cui vi ho parlato anche qui. Queste mini madeleines sono gioiose, romantiche, leggere e gioviali. Sono da confezionare o da gustare ascoltando un pezzo interpretato dall’aerea Ella Fitzgerald, “Cheek to cheek“. Provate, provate a battere le uova con il parmigiano , oppure a ridurre il roquefort in dadolata, al ritmo di questo pezzo! Vi parrà di scivolare nell’aere… Leggi il seguito di questo post »

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Datteri al Roquefort e speck

 

sopressa

fuoco

brouillard

albero

Photo by Lucia Pantaleoni

 

Il viaggio di andata in Italia , pur con le sue belle 12 ore,  è filato via abbastanza liscio: strada quasi sgombra, visibilità ottima, 4 pause.
Quello di ritorno,  invece, è durato 13 ore e mezza ed è stato quasi un incubo. L’autostrada A6 infatti era trafficatissima ed i vari bollettini  sulla viabilità dicevano esattamente il contrario di quello che stava accandendo,  ovvero che il traffico era “fluido”! Probabilmente il giornalista in quel momento si trovava nel bel mezzo del deserto australiano, vai a capire..!
Che poi vorrei aprire una parentesi sugli autogrill francesi: certo sono di una pulizia incomparabile ma il “parco cibo” è… costernante, oltre che caro. Se in Italia infatti l’offerta in questo senso va dal panino fantasioso, al pezzo di pizza, fino ad un self service che giudicherei “decoroso”, in Francia per il “modico” prezzo di 4 € hai una specie di sandwich farcito con scarsissima creatività, tipo prosciutto cotto, un formaggio-non-identificato  (e che forse è meglio non identificare) e chenneso’… maionese! Per non parlare della qualità della materia prima che definirei per utilizzare un eufemismo, alquanto discutibile.
Inutile dirvi che la cosa mi impesta regolarmente l’umore e alla mia domanda (che somigliava più che altro ad un ruggito):  “Ma come mai nel paese della gastronomia, gli spuntini sono sempre così mediocri?” , la risposta molto acuta, devo dire, è stata “Perché per l’appunto la Francia  ha una grande tradizione nell’alta gastronomia ma non…nel cibo “prêt à porter” :-))
Ma torniamo al soggiorno in quel di Treviso… Leggi il seguito di questo post »

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