Non vi dico niente, non ve lo presento nemmeno: ascoltate ad occhi chiusi.
Non vi dico niente, non ve lo presento nemmeno: ascoltate ad occhi chiusi.
Photo by andreabx
Ecco, il paesaggio era un po’ così l’altro giorno quando siamo giunti in Borgogna…Ah questa terra! Più la visito più mi piace: è rigogliosa, generosa, ispira pace e tranquillità. I filari ordinatissimi, a perdita d’occhio, si stagliano su distese di un verde intenso, scuro, carnale. Leggi il seguito di questo post »
Photo by Ninin’ 50
E’ sempre così nella tarda primavera oppure in estate quando torno in italia: appena uscita dall’aereo, i sensi tutti sono invasi da un odore umido di salso, di tepore, di sole appena tramontato. Ogni volta tiro un sospiro di sollievo come se in realtà solo allora iniziassi a respirare. Come rinascere. Gli scalini che mi conducono dall’abitacolo a terra e poi i pochi metri che mi separano dall’hangar, mi permettono di riacclimatarmi, di non venire travolta da tutti i profumi, i colori e le sensazioni che poi sono quelle legate alle mie radici. Ogni passo inspiro, espiro, inspiro, espiro. Ogni passo serve a intridermi di cio’ che in realtà mi è sempre appartenuto perché fa parte dei miei geni, del mio sangue, della mia storia.
E’ così anche per me che ho deciso di andarmene da questa terra tanti anni fa, per altri progetti, per un’ altra vita. Tornando spesso, ogni volta che lo desidero. Non oso immaginare come sia per chi è stato costretto ad abbandonare la propria terra e magari non la rivedrà mai più…
Photo bu RManor
Li ho scoperti da poco e sono rimasta assai stupita nel constatare quante persone (parlo di italiani) non conoscessero questa gustosa e versatile ricetta che tra l’altro io ho utilizzato nel mio ultimo corso di cucina tenuto in italia.
Inoltre, ci avviciniamo a grandi passi all’estate, quando i pomodori sono al massimo della loro maturità e sapore. Versatilità, dicevamo…. Sì, perché potete farne in una volta in abbondanza, poi si conservano coperti di olio e utilizzare sulla pizza, su una bruschetta con caprino e basilico, in un cucchiaino con burrata e cappero sotto sale; ma anche per condirvi una semplicissima aglio e olio. Infatti questi pomodorini cotti al forno e leggermente essicati, diventano un concentrato di sapore, una sorta di “eau de parfum” del gusto.
Onestamente? Io ne vado pazza. (Non si era capito, vero?) Leggi il seguito di questo post »
Photo by yuichi.sakuraba
“Ma vive a Parigi e si mette a parlare di pizza, questa?!” si chiederanno tra l’incredulo e lo stizzito alcuni di voi. Eppure… eppure parlarvi di una pizzeria a Parigi ha un senso. Perché è da anni che vi vedo numerosi, per esempio nei dintorni di Motmartre, sul far della sera, cercare con una vaga aria da lupo mannaro un locale in cui mangiare un boccone. E dopo aver constatato che qui non esistono bar ove facciano tramezzini e panini degni di questo nome, chiedervi “ma non ci sarà mica una pizzeria da sté parti?!”
Ed è qui che casca l’asino, signori miei! Perché a quel punto vi precipitate nella prima pizzeria che trovate per poi restare spesso delusi e, quel che è peggio, salassati! La sottoscritta, del resto, ai tempi in cui si recava in italia un paio di volte l’anno , soffriva di una vera e propria “astinenza da pizza” , perché qui si rifiutava categoricamente di mangiarla! Leggi il seguito di questo post »
Photo by yuichi.sakuraba
Una premessa: non sono mai stata una grande estimatrice dei “macaron”. Li ho sempre considerati una delle numerose mode culinarie che regolarmente scoppiano qui a Parigi ma che non sono necessariamente di un grandissimo interesse, ma fanno, appunto, così tendenza..!
Non che mi dispiacciano, sia chiaro, ma non mi sono mai parsi un tipo di dolce per cui valesse la pena versare fiumi di inchiostro, dedicare pagine e pagine su riviste specializzate, per non parlare dei libri sull’argomento…!
Una visita qualche tempo fa alla pasticceria Ladurée, non aveva fatto che confermare la mia idea: al di là della confezione molto elegante, dei colori pastello (che poi sono coloranti!) delle meringhe che racchiudono le cremine di cui sono costituiti questi dolcetti, niente di particolare da segnalare.
E poi… poi questo fine settimana così freddo e uggioso da abbligarci ad annullare una capatina programmata da tanto tempo in Borgogna, dopo un ottimo “ramen” che ci ha scaldato cuore e spirito, siamo passati per caso in rue Cambon e lì che abbiamo visto…? Leggi il seguito di questo post »
Photo by Eric Fénot
A me lo zenzero piace un tot. Anzi, a dirla tutta, mi piace sempre di più. Lo metto nei cocktail, sul pesce crudo e pure nelle tartare di carne. Ed il frutto della passione o maracuja, è ahimé molto caro ma… divino. Scieglietelo quando è tutto raggrinzito perché questo è il segno che è giunto a perfetta maturazione e sprigiona tutto il suo sapore.
La ricetta che vi propongo oggi è tratta dal mio ultimo libro “Tartares” e unisce appunto questi due ingredienti alle capesante. E’ decisamente adatta alle grandi calure che ci aspettano a patto, ovvio, che il pesce sia di prima freschezza. Leggi il seguito di questo post »
Photo by Betty
Eccomi di ritorno dai miei corsi di cucina che mi hanno dato piena soddisfazione. Il tema, come sapete, era “le déjeuner sur l’herbe”, insomma, più che sull’erba, in terrazza oppure in giardino, con pietanze da preparare anche con quelche giorno di anticipo. Ma il sottotottitolo, se cosi si puo’ dire, di questo corso, erano le spezie e le erbe odorose. Tra i piatti che ho proposto e che hanno maggiormente incontrato i gusti delle mie entusisate corsiste (ma anche di un corsista! evviva gli uomini che amano le lezioni di cucina!) questo plum-cake che sa d’estate, di mare, di sud.